Gioco
Vai Livorno, è la notte dei desideri
A Pescara con due risultati a disposizione per entrare nei playoff. Biagianti a rischio, c’è pronto Appelt Pires
LIVORNO. Sembra uno strano disegno del destino. Un campionato infinito, 42 giornate, 126 punti disponibili, 462 partite totali, ed eccoci qui con Livorno e Pescara che si giocano tutto proprio nello scontro diretto. E proprio sul campo che è stato teatro di una delle più grandi tragedie della storia amaranto.
Partita senza ritorno, 90 minuti da vivere in apnea. In città non si respira grande ottimismo, non tanto per questa partita quanto per il futuro. Ci fosse una classifica delle frasi più pronunciate, vincerebbe per distacco «anche se si entra nei playoff, poi dove vuoi che si vada...». Calma. Un passo per volta. Ormai siamo entrati nell’ottica di idee che la serie A l’abbiamo persa durante la stagione, quello che era un obiettivo reale è adesso solo un sogno. Per cui viviamola senza niente da perdere.
In altro modo dovranno viverla gli 11 che vanno in campo. Per loro non potrà esserci leggerezza o sensazione di non avere niente da perdere. No: per loro deve esserci rabbia, carica, impeto. In ogni azione, in ogni singolo attimo della partita.
Panucci giustamente ha spiegato e ripetuto alla sua truppa che non bisogna fare le barricate. Tanto a chiudersi dietro, un gollettino prima o poi te lo fanno. Col 4-5-1 Panucci si è violentato: fosse stato per lui, avremmo sempre giocato con 2-3 punte, il problema è che gli attaccanti (soprattutto esterni) non li ha mai avuti. Ha dovuto prendere una strada alternativa, puntare sulla compattezza e oggi questa necessità potrebbe diventare virtù.
C’è un dubbio in mezzo al campo perché Biagianti non sta benissimo, il piede fa ancora male e al suo posto potrebbe giocare Appelt Pires. Possibile il rientro di Gemiti, davanti Vantaggiato sarà l’unica punta con Jelenic a fare l’elastico per non lasciarlo solo. In porta il baby Cipriani: nessuna raccomandazione caro Matteo, fai quello che ti piace e ti riesce meglio di ogni altra cosa al mondo.
Il centrocampo folto è fondamentale. Il Pescara è annunciato con un 4-2-3-1 abbastanza spregiudicato, in mezzo ha il suo punto di forza (occhio a Bjarnason) con giocatori bravi coi piedi. Bisogna aggredirli, non concedere spazi, chiudere gli spifferi.
Banale ma inevitabile chiudere con la frase che il “Moro” gridò ai compagni nello spogliatoio a Pescara, prima della sua ultima partita: andiamo a prenderci questo risultato.
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