Gioco
Inchiesta calcioscommesse: c'è anche il Livorno ma per ora non rischia nulla
La partita finita nelle indagini è Livorno-Brescia dello scorso 24 gennaio, finita 4-2 per gli amaranto. Nei fascicoli non ci sono però tracce di tesserati coinvolti quindi – per il momento – la società amaranto non rischia nulla - I commenti sul liveblog
LIVORNO. C’è anche la Serie B nella nuova puntata del calcioscommesse. E c’è anche il nome del Livorno nell'ambito dell'operazione "Dirty Soccer", condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. La partita finita nelle indagini è Livorno-Brescia dello scorso 24 gennaio, finita 4-2 per gli amaranto. Nei fascicoli non ci sono però tracce di tesserati coinvolti (giocatori, dirigenti…), quindi – per il momento – la società amaranto non rischia nulla, neanche una penalizzazione.
I FATTI. I protagonisti di questa presunta combine sono due dei 50 arrestati nelle ultime ore: Ercole Di Nicola, direttore sportivo de L’Aquila, e l’albanese Edmond Nerjaku, imprenditore, finanziatore di combine e scommettitore. Di Nicola avrebbe offerto a Nerjaku il finanziamento della scommessa su Livorno-Brescia, proponendogli di concorrere per circa 70mila euro. Nerjaku avrebbe tratto profitto scommettendo sul risultato della partita, puntando sulla vittoria del Livorno e sul numero di gol messi a segno durante la gara (non inferiore a 3): la partita è finita 4-2 per il Livorno, come combinato dagli indagati. Non ci sono prove di contatti tra i tesserati delle due squadre quindi non è possibile contestare uno specifico capo di imputazione. La giustizia sportiva ha quindi le mani legate anche se tutto lascia pensare che sia qualche tesserato del Brescia a rischiare qualcosa.
TOSI COINVOLTO. Al di là di questo, tra i 50 arrestati, c’è anche un livornese. Si tratta di Marco Tosi, che in questa stagione ha allenato la Pro Patria, finita nel mirino degli inquirenti per alcune partite di Lega Pro.
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