Gioco
Mazzoni esce di porta e chiede scusa
Faccia a faccia nello spogliatoio, Panucci usa la carota ed evita toni duri ma il portiere lo anticipa e fa mea culpa
LIVORNO. La quiete dopo la tempesta. La bagarre del dopo Livorno-Vicenza è già finita nei libri di storia e in una fase così delicata della stagione non poteva essere altrimenti. Merito di Panucci, tecnico giovane, ma per nulla sprovveduto, che con acume ha subito voltato pagina e da ieri mattina al Centro Coni ha iniziato a pensare alla partita dell'anno. Una misura davvero opportuna. D'altronde, alla vigilia dello spareggio dell'Adriatico è inutile perdere tempo ed energie a macerarsi sull'espulsione di Mazzoni e anche sulla vittoria sfumata in extremis che non avrebbe cambiato la sostanza: venerdì il Livorno scenderà a Pescara con due risultati su tre a disposizione per centrare l'ingresso nei playoff.
Sarebbe invece mutata la forma perché i due punti persi avrebbero consentito agli amaranto di sperare addirittura nel sesto posto.
Le scuse di Mazzoni. Non che le scene da far west del dopo partita siano passate sotto silenzio. Anzi. Panucci non è il tipo da tirarsi indietro quando ci sono da affrontare questioni spinose. Ma stavolta alla ripresa della preparazione ha fatto una scelta precisa.
Le opzioni erano due: imbracciare il bastone e sottoporre Mazzoni a una dura reprimenda o chiedere – ed ottenere - un chiarimento dai toni pacati nel massimo, reciproco rispetto, valore assoluto che il tecnico ligure considera il caposaldo del suo lavoro. Panucci ha aperto la busta numero due, così nel chiuso dello spogliatoio il portiere si è scusato con i compagni di squadra per la leggerezza commessa e non ha calcato la mano. Anzi. Ha preferito concentrare l'attenzione su ciò che di buono ha fatto la squadra nella partita con il Vicenza.
Il modo migliore per stemperare il clima di tensione che si era generato dopo il rigore trasformato da Cocco. Il gruppo, liberatosi delle tossine psicologiche, si è così allenato in piena serenità: un'ottima notizia all'inizio di questa settimana decisiva.
Panucci e Spinelli. A proposito di stati d'animo e di sangue caldo a fine partita. Ieri si era sparsa la voce di un alterco tra allenatore e presidente che si sarebbe verificato sabato nello spogliatoio dopo il pari vicentino. In realtà non è accaduto nulla di tutto questo. Quello di Spinelli è stato un normale “passaggio” nello stanzone amaranto a fine partita. Un evento che si ripete quasi tutte le settimana quando il Livorno gioca in casa per cui non c'è stato nessuno screzio tra le parti. Certo, il presidente non era soddisfatto del pareggio in extremis, ma questo era inevitabile.
Certe voci sembrano messe in giro ad arte per minare la compattezza di tutto l'ambiente che sta remando nella stessa direzione alla caccia dei playoff.
L'allenamento. La gestione di situazioni emotive personali e collettive non ha fatto passare in secondo piano la seduta mattutina con cui è iniziata la marcia di avvicinamento a Pescara.
Ieri Panucci ha diviso il gruppo tra quanti hanno giocato contro il Vicenza e chi invece non è sceso in campo. Questi ultimi si sono allenati regolarmente mentre gli altri si sono limitati a svolgere esercizi defaticanti. Oggi inizierà la preparazione tattica della partita. In questi giorni saranno valutate la condizioni di Bernardini il cui recupero per la sfida dell'Adriatico pare in forte dubbio.
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