Il Tirreno

Livorno

Ora il playoff è psicodramma

di Alessandro Bernini
Ora il playoff è psicodramma

Vicenza pari in extremis, Mazzoni espulso: a Pescara basta il pari, ma col terzo portiere...

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. I cinque minuti più assurdi dell'anno cambiano la prospettiva. Succede tutto al tramonto delle partite, col Pescara che va sotto 2-1 a Varese, l'Avellino che si fa raggiungere in casa dal Trapani e il Livorno beffato (1-1) in pieno recupero. In realtà questa “beffa” è solo nella forma, perché nella sostanza il pareggio del Vicenza è quasi ininfluente.

Non c’è bisogno di calcolatrice e calendario, leggere il nostro futuro è facile facile. Se venerdì sera vinciamo o pareggiamo a Pescara, siamo dentro i playoff; se perdiamo siamo fuori. Quello che fa l’Avellino non conta, al massimo potremmo arrivare settimi (se i Lupi non vincono a Brescia) ma conta meno di niente.

Considerando che ieri le vittorie di Pescara e Avellino sembravano scontate (onore al Trapani di Cosmi e al retrocesso Varese), ci va davvero di lusso. Non solo siamo padroni del nostro destino, ma andiamo a giocarcela con due risultati buoni.

LA RISSA FINALE. Piuttosto ti resta sullo stomaco quello che è successo in campo al fischio finale. Piccole risse, focolai, parole grosse, giocatori trattenuti a stento.

Al 90’ abbiamo pareggiato, oltre il 90’ abbiamo perso. Perché Luca Mazzoni si è preso di brutto con Brighenti e ha rimediato un cartellino rosso che gli farà saltare la partita di Pescara. Il rischio che la squalifica non sia soltanto di una giornata è purtroppo reale. E meno male che Panucci è andato a fermare con le buone o con le cattive Maicon, sennò cacciavano pure lui. Risultati: andiamo a giocarci lo spareggio con Matteo Cipriani in porta, classe 1996 e appena una manciata di partite giocate quest’anno con la Primavera.

NECESSITA' E VIRTU'. Peccato perché comunque la vittoria era lì, sotto il naso, e bastava niente per portarla a casa.

Panucci sta sempre più facendo di necessità virtù. Ha una squadra senza nessun giocatore capace di cambiare marcia (come Siligardi o Cutolo) e dunque l’unica cosa che può fare è stare bello abbottonato dietro e in mezzo nel suo 4-5-1, sfruttando le palle poche palle gol che possono capitare.

Ieri il Livorno lo ha fatto egregiamente, forse si è abbassato troppo nel secondo tempo ma era inevitabile. In questo momento, con questi giocatori, è difficile fare di più.

IL TORO DI BRINDISI. È stato lui, tanto per cambiare, a spezzare l'equilibrio di un primo tempo senza squilli, dai ritmi sin troppo bassi considerando la posta in palio. L'infortunio di Biagianti prima della mezzora ha costretto Panucci a togliere un mediano puro per inserire il secondo regista, Appelt Pires. Ma dopo poco il Livorno è passato, con uno splendido cress di Moscati sul quale Vantaggiato si è avventato come un falco girando di testa in modo fantastico. Gol da attaccante di altra categoria.

Nella ripresa il Vicenza è passato 4-2-3-1 cercando di chiudere il Livorno, ma la pressione è stata sterile, tant’è che Mazzoni prima del 90’ aveva fatto solo una parata. Poi l’episodio fatale, una trattenuta di Emerson su Petagna e il rigore: dal dischetto Cocco non ha sbagliato. Quel gol era completamente ininfluente. Possibile che nessuno in campo lo sapesse? Ci saremmo evitati quella baraonda assurda dopo il fischio finale, molto più dolora del gol di Cocco.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa