Il Tirreno

Livorno

Il figlio di Anconetani vuole il Livorno

di Alessandro Bernini

La trattativa condotta da un avvocato di Brescia. Ma spunta anche un investitore cinese legato all’avvocato Morini

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LIVORNO. Tenetevi forte. Perché la notizia è di quelle che fanno sobbalzare dalla sedia. Adolfo Anconetani, figlio di Romeo ovvero “il presidente” per eccellenza della storia del Pisa Calcio, si è gettato a capofitto in una operazione per l’acquisto del Livorno Calcio.

Il tutto mentre, in parallelo ma con altra origine e altri obiettivi, spunta anche una pista dall’estremo oriente.

IL RUOLO DI ANCONETANI. Come anticipato nei giorni scorsi, ci sono due trattative. Nella prima, quella che ha già visto muovere qualche passo, spunta il nome di Adolfo Anconetani, che da qualche anno si occupa di consulenze per società di calcio, senza però avere ruoli in organigramma.

Chiariamo subito. Anconetani non ci metterebbe i soldi, nemmeno un euro. Anconetani sta cercando finanziatori. Lui, eventualmente, in caso di trattativa andata a buon fine, potrebbe ricoprire un ruolo di natura tecnica come ad esempio direttore sportivo o al massimo direttore generale. Ma potrebbe anche restare completamente fuori dalla (eventuale) nuova società, incassando la sua parte di guadagno semplicemente per aver fatto da mediatore.

LA TRATTATIVA DA BRESCIA. Iniziamo proprio da questa pista. Adolfo Anconetani ha contattato l’avvocato Alessandro Nolli di Brescia e gli ha chiesto se fosse a conoscenza di imprenditori intenzionati a entrare nel calcio. Nolli ha uno studio legale non solo a Brescia ma anche un ufficio a Dubai, all’Arenco Tower, dove si occupa di consulenze legali in investimenti e business solution.

Due le strade battute dall’avvocato Nolli, una portava ad alcuni imprenditori del nord, un’altra a investitori appunto del Dubai. Va detto che qualcosa si è mosso. L’avvocato Nolli ha già contattato Aldo Spinelli, si è presentato e gli ha esposto il proprio interesse ad eventuale acquisto del Livorno Calcio. Ricevendo, a quanto pare, anche un mandato di vendita.

Un passo ufficiale, insomma. Che in effetti ci è stato confermata nei giorni scorsi anche dal presidente Spinelli, quando parlò di «un avvocato del Dubai».

Negli ultimi giorni non ci sono stati ulteriori contatti tra le parti, ma l’avvocato bresciano continua a lavorare sottotraccia, in primis con i propri contatti arabi.

LA TRATTATIVA DI LIVORNO. Poi c’è una seconda pista. Questa invece è una strada che si sta percorrendo proprio in questi giorni, in queste ore. Il nome che si sta attivando è quello di Andrea Morini, noto legale livornese. Morini è anche avvocato d’affari, lo ricordiamo ad esempio come advisor nell’operazione legata alla privatizzazione della Toremar. È livornese di scoglio, famiglia conosciuta, sa bene il valore che ha il Livorno Calcio nel cuore della città.

Bene, in questi giorni Morini ha allacciato un contatto con un imprenditore cinese che è interessato a un investimento nell’area livornese (porto?). Chiariamo. Non è che un giorno un cinese si sveglia e dice «quasi quasi compro il Livorno Calcio». Sarebbe una barzelletta.

Ma, nell’ottica della costruzione di un percorso di sviluppo nell’area industriale, è chiaro che il calcio sarebbe una buona chiave d’ingresso. Un po’ come quando Aldo Spinelli, nel 1999, si avvicinò al Livorno: per la verità gli furono fatte diverse promesse, ma in porto poi non è mai entrato come immaginava. D’altronde sono sempre meno i presidenti che buttano soldi a fondo perduto. Nel calcio adesso si cerca il guadagno o un ritorno economico di altra natura, come appunto sarebbe l’ingresso in una operazione industriale.

Tornando a bomba. Questa trattativa ha già mosso i primi passi, ieri ci sono stati nuovi contatti e sembra che ci sia più di un semplice spiraglio. Ma l’avvocato Andrea Morini non vuole esporsi ed è intenzionato a presentarsi ufficialmente a Aldo Spinelli solo una volta che il quadro sarà definito, dunque con un capitale e un’offerta. E questo depone indubbiamente a suo favore.

PERCHÉ ANCONETANI? Noi vi riportiamo il quadro della situazione, ci sarà poi tempo e modo per valutare credibilità o altro. Chi vuole mettere le mani sul Livorno deve dare garanzie, a Spinelli e alla città.

È chiaro che in questo momento farà discutere soprattutto la scesa in campo di Adolfo Anconetani, uno cresciuto a pane e Pisa e che sotto la Torre ancora ci abita. Ma perché uno come lui deve interessarsi del Livorno? Nel calcio non è il primo e non sarà l’ultimo mediatore. E in questi casi la maglia o la fede contano poco, anche se qui ci si va giù pesanti.

Da Pisa sostengono che di recente Anconetani abbia cercato di prendere la società nerazzurra (prima di Battini) sempre attraverso altri imprenditori, ma poi il tutto si è dissolto. E se cercare 10 per il Livorno, gli servisse solo per trovare 5 per il Pisa? Chissà.

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