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Il grido di Livorno «Siena non si illuda, siamo ancora vivi»

di Andrea Masini
Il grido di Livorno «Siena non si illuda, siamo ancora vivi»

Basket. Blitz sfiorato in garadue ma la Mens Sana resiste Ora la sosta, martedì 19 il duello si sposta al PalaMacchia

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LIVORNO. Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Frase scontata e ricorrente nel mondo dello sport, ma state pur certi che la Mens Sana Siena – per staccare il biglietto per la finale – dovrà sudare ancora tante camice: dopo due capitoli nella città del Palio – equilibrati, ma firmati Gecom (74-70 e 77-73) – la serie di semifinale playoff si sposterà, infatti, al Pala Macchia per gara-3 (martedì 19 maggio, palla a due alle 21).

Una battaglia da dentro o fuori che potrebbe essere l’ultima di una stagione incredibile per la Cfg Livorno, oppure l’occasione ad hoc per far tremare in maniera altrettanto sensibile le certezze acquisite dai ragazzi di coach Mecacci: «L’intenzione è quella di tornare a Siena (per gara-5, ndr) – attacca coach Quilici – con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma se la tripla di Venucci fosse entrata con 1’50 da giocare e 6 punti di margine, forse, sarebbe andata in altro modo; abbiamo i mezzi per giocarcela, ma questa sosta non ci voleva sotto l’aspetto dell’adrenalina e delle sensazioni…».

Pausa dettata dalle Finali Nazionali Under 19 Elite (Vasto) e settimana destinata al recupero delle energie per i “senior” che rimarranno a Livorno: «Per fortuna siamo riusciti a reclutare alcuni ragazzi di proprietà del Don Bosco per tenere alta la concentrazione, ma soprattutto l’intensità degli allenamenti: rientrerà Benvenuti da Jesi e stiamo aspettando il sì di altri 3-4 giocatori».

Sul 2 a 0 Siena, la Cfg dovrà essere brava a schivare il fattore psicologico: «Vorrei precisare un dettaglio e non è la prima volta che lo faccio: a inizio stagione tutti ci davano per spacciati, quindi essere arrivati fin qua è una sorta di premio che i ragazzi si sono guadagnati sul campo. Di conseguenza, noi la pressione non sappiamo neppure dove sta di casa e a mente sgombra proveremo a mettere ancora i bastoni tra le ruote a Siena, magari puntualizzando ciò che non ha funzionato tipo le due difese su Ranuzzi nei possessi decisivi».

Il Pala Estra nell’arco degli 80 minuti si è fatto sentire eccome: «Non mi aspetto un palazzo caldo, ma caloroso sì; a Livorno la brace arde e da un po’ di anni manca un playoff, per giunta contro Siena. Io martedì prossimo – da appassionato di basket – andrei al Pala Macchia di corsa, consapevole di veder lottare una squadra quasi tutta composta da elementi livornesi. Non siamo morti, anzi. Dopo il 22-4 in gara-1 in tanti avrebbero alzato bandiera bianca. Noi no, e non vediamo l’ora di affrontare gara-3».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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