Sicurezza
ULTIMO TURNO FIN TROPPO PREVEDIBILE
Turno finale di campionato con emozioni ridotte ai minimi termini. Tutto quello che si prevedeva potesse accadere, si è poi puntualmente verificato sui vari campi. Prato corsaro sul terreno della...
Turno finale di campionato con emozioni ridotte ai minimi termini. Tutto quello che si prevedeva potesse accadere, si è poi puntualmente verificato sui vari campi. Prato corsaro sul terreno della Carrarese e di conseguenza in salvo senza eccessivi patemi grazie allo spunto ad inizio ripresa di Rubino, alla sua cinquecentesima gara da professionista, che ha segnato anche il suo passo d'addio al calcio giocato.
Altrettanto prevedibile l'ulteriore scivolone esterno del Pontedera, che ha permesso anche in questo caso al Santarcangelo di brindare alla salvezza diretta. Più complicato ma ugualmente preventivabile il pareggio raggiunto sul terreno amico dalla Pistoiese, che ha recuperato un doppio svantaggio con il Savona in virtù di due penalties (Piscitella e Di Bari).
I successi del Forlì in casa contro il Pisa e del Gubbio in trasferta a Grosseto obbligano comunque i romagnoli e gli umbri a giocarsi le chances di salvezza diretta alla roulette dei play out.
Insignificante il pari ottenuto nel big match di giornata tra il già promosso Teramo e l'inseguitore Ascoli, se non fosse per l'ennesima doppietta realizzata da Donnarumma e per l'errore dal dischetto del gemello Lapadula. Ininfluente il successo della Spal, comunque al tredicesimo risultato utile consecutivo, sul campo della Reggiana. Inutile,a seguito del pari raggiunto dal Pro Piacenza nella gara interna contro la Lucchese anche la vittoria ottenuta dal San Marino a Pontedera contro il Tuttocuoio. I "titani" sono condannati mestamente alla D.
La vittoria dell'Ancona contro L'Aquila corrobora il sesto posto dei marchigiani, ma viene stemperata dall'annuncio del presidente Marinelli di voler lasciare la società.
Tre gli spunti di giornata. Uno decisamente simpatico e romantico: la richiesta di matrimonio formulata davanti a 9.000 spettatori da Lapadula alla fidanzata Alessia.
Gli altri riguardano più da vicino le formazioni pisane del Tuttocuoio e del Pisa stesso. L'annuncio della separazione consensuale dopo sette anni costellati da successi e promozioni tra Massimiliano Alvini e la società conciaria non lascia completamente stupiti, ma segna però la fine di una favola come capita raramente di vivere alle latitudini del nostro calcio. La débâcle vergognosa e priva di giustificazioni di un Pisa inguardabile e senza spina dorsale, pone invece l'obbligo di una svolta tecnica e di organico che non è possibile rimandare ulteriormente, pena un avvio della stagione prossima ancora puntellato di ombre e zone scure.
Testo raccolto da Antonio Tognoli
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