Gioco
Pisa, una corazzata piccola piccola
Il naufragio di una squadra ricca e viziata: partita per vincere il campionato, ha chiuso tra i fischi e le polemiche
PISA. «Una stagione vergognosa finita con una partita indegna. Voglio vedere se da domani qualcuno ha il coraggio di avanzare delle pretese». Quando un presidente commenta così l’ultima gara stagionale della sua squadra, non resta molto spazio per le interpretazioni. Le poche parole di Carlo Battini sono giunte dopo il fischio finale di Forlì-Pisa, in cui nerazzurri hanno preso cinque gol da una squadra condannata ai playoff. E riflettono il comune pensiero della tifoseria nerazzurra, che considera il Pisa 2014-15 una delle peggiori squadre mai viste all’Arena (proporzionalmente alla categoria disputata).
I MOTIVI DEL FLOP. Perché il Pisa ha fatto una figura così penosa nonostante i massicci investimenti (oltre 5 milioni) di Battini? La risposta, impietosa, l’ha detta l’ex socio del club nerazzurro Camilli: «Ha fatto una squadra di figurine». Il dg Vitale a inizio stagione ha condotto una campagna acquisti maestosa - battendo anche il Carpi (ora promosso in A) in Coppa Italia - ma con una carenza assoluta di giocatori di personalità. E così quando sono arrivate le prime difficoltà non ci sono stati elementi in grado di creare il gruppo in campo; Braglia, tornato sette anni dopo l’ultima promozione in B, non è riuscito a farsi seguire da una squadra molto tecnica ma poco grintosa. Il mancato ripescaggio in B (fra qualche anno i tribunali diranno che il Pisa aveva ragione ma... sarà troppo tardi) non può essere un alibi: è successo in agosto, col campionato ancora da iniziare. A dicembre, dopo le dimissioni di Vitale e l’arrivo di Tomei, il Pisa ha cercato di rimediare prendendo fior di giocatori come Caponi, Arrighini e Floriano, oltre a Ricciardi. Sarebbe bastato farli giocare, magari nei loro ruoli, fin dall’inizio, e il campionato avrebbe potuto prendere un’altra piega, ma ormai il Pisa era in confusione. E la stagione è proseguita fra pochi acuti e molti flop, fino alla disfatta di Forlì, ininfluente per la classifica ma amarissima per la tifoseria e il club.
CHI ARRIVERÀ? Ora si riparte: Battini è amareggiato e nella prossima stagione non potrà spendere i soldi di quest’anno, anzi ha già annunciato un drastico ridimensionamento del budget. Ma un bravo ds e un allenatore forte e motivato possono fare miracoli, soprattutto se vanno d’accordo fra di loro. Per la figura del direttore non è un mistero la simpatia per Nelso Ricci, che ha concluso la stagione a Pistoia salvando gli orange pur senza potendo spendere. E’ esperto, è un vincente, conosce benissimo la categoria: Battini lo voleva già in autunno, poi non se ne fece niente. Non resterà certamente Tomei, che ha lavorato bene ma non ha intenzione di guastarsi ulteriormente il fegato: si è dimesso prima dell’ultima giornata con un atto di grande dignità e facendo risparmiare anche soldi alla società. E il mister? Fino a un mese fa Battini sembrava propenso a confermare Christian Amoroso (l’idea peraltro non è ancora stata abbandonata), poi si è parlato di Max Alvini , che lascia il Tuttocuoio ma a quanto pare non per approdare sotto la Torre: «Abbiamo decisivo di fare questa scelta (la separazione dai neroverdi, ndr), ne ho parlato con la società, e ora sto valutando una situazione importantissima e inaspettata che non è in Toscana, sarebbe una situazione grossa. Se non andasse poi in porto aspettiamo e vediamo cosa succederà. Il Pisa comunque non mi ha mai cercato, non ho bisogno di nascondermi e come sapete dico sempre la verità».
LA SOCIETA’. Battini in realtà non esclude la possibilità di cedere le quote del club. Sempre ovviamente che si faccia vivo qualcuno che porti soldi e non chiacchiere. Da giorni gira a Pisa la voce che potrebbe presentarsi presto un acquirente estero interessato ad investire sulla città e, di rimando, sulla società calcistica. Ma è, appunto una voce: l’estate è lunga e si rischia, come negli anni scorsi, di sentire il canto di un sacco di sirene. Al momento quindi la speranza più fondata è che Battini ritrovi parte dell’entusiasmo perso quest’anno (non per colpa sua) e decida di confermare quei pochi giocatori che meritano di rimanere, per completare poi la squadra con giocatori “affamati” e pronti per la categoria.
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