Il lutto
Tre punti di speranza all’ultimo respiro
Livorno va sotto con l’Entella poi Vantaggiato riapre i giochi su rigore e Jelenic al 93’ acciuffa un successo sofferto
LIVORNO. Fateci sperare ancora. Al 25' del secondo tempo il Livorno era morto e sepolto, contestato, depresso, fuori dai playoff e col magone che divorava lo stomaco. Ma a volte dietro alla nuvola più nera, si nasconde il sole. E il nostro sol dell'avvenire è uscito al 47', quando già stavi maledicendo l'ennesimo pareggio che non ti avrebbe portato da nessuna parte.
Pazzesco il gol all'ultimo secondo dopo che Vantaggiato aveva trovato il pareggio. L'ennesimo assalto, cross di Lambrughi, sponda di petto di Vantaggiato, arriva Jelenic ed è gol. E' venuto giù lo stadio. Panucci ha fatto uno scatto dalla panchina che non ricordavamo neanche quando giocava nel Real Madrid, un mucchio selvaggio sotto la Curva Nord che profumava di liberazione. Da ora in poi fateci giocare solo i minuti di recupero. Un punto a Catania con Vantaggiato, tre qui con Jelenic.
L'1-1 ci avrebbe condannati, adesso restiamo in corsa per questi benedetti playoff. Sperando che anche dagli altri campi arrivino buoni risultati. Intanto abbiamo ritrovato la vittoria che ci mancava dal 2 aprile.
Il controsenso del modulo. L'abbiamo vinta col cuore, con la disperazione. E con gli attributi. Perché siamo costretti a giocarci questo assalto disperato al playoff con armi di emergenza. L'assurdo di questa partita è che all'Entella andava bene un pareggio ed è venuta a giocarsela col 4-3-3, il Livorno poteva solo vincere e si è presentato col 3-5-1-1. E guardate che Panucci è tutto fuorché un difensivista, se ricordate al debutto schierò un Livorno con Vantaggiato, Galabinov e Jefferson insieme. Il problema è che gli attaccanti non ci sono più perché Siligardi è ko, Jefferson idem, mentre Rivas a Livorno ha fatto il turista (per caso). Visto che anche Vantaggiato non era al 100% e non si poteva sprecare subito tutte le cartucce, Panucci ha tenuto in panchina Galabinov.
Sarà anche vero che schierare tanti attaccanti non significa attaccare tanto e bene. Ma se gli attaccanti proprio non ce l'hai, di sicuro fai fatica a buttarla dentro.
Mezzora regalata. L'ansia da prestazione (e da vittoria) ci ha messo del suo nella prima mezzora, quando il Livorno ha sbandato da far paura. Meno male che al 13' ci ha pensato Luci a salvare quasi sulla linea un tiro di Ligi a botta sicura, altrimenti dalla sbandata saremmo finiti dritti contro un muro. L'Entella ha sprecato tanto, non sfruttando almeno 3-4 ripartenze che potevano mettere in ginocchio il Livorno.
Poi intorno alla mezzora la squadra di Panucci ha finalmente smesso di lanciare lungo nel vuoto, si è accorciata e ha trovato ritmo e passo per chiudere l'Entella collezionando almeno 5 palle gol: ma una volta ha salvato il portiere (su Maicon), tre volte è mancato il guizzo sottorete (Vantaggiato, Djokovic e Biagianti) e in una occasione la gioia del gol ci è stata negata dalla traversa su un cross di Gemiti che aveva scavalcato Peroni.
Fuochi d'artificio. Panucci nella ripresa è passato dopo poco (era il 14') al 4-4-2 togliendo Djokovic, inserendo Galabinov e spostando Jelenic a sinistra. La voglia di vincerla si è scontrata come un tir contro un apino con una ripartenza dell'Entella: dormitina della difesa amaranto e gol di Mazzarani. Un incubo.
Mentre la curva già contestava tutto e tutti, è arrivato però l'episodio che ha cambiato le partite. Lancio per Vantaggiato, spingo io che spingi tu, l'attaccante è finito a terra e Candussio ha fischiato rigore. Cesar (autore del fallo) non l'ha presa bene e si è fatto anche cacciare per proteste. Risultato: 1-1 con Vantaggiato-gol dal dischetto e ultimi 20' in 11 contro 10.
La voglia di vincere si è scontrata subito con le difficoltà del campo, sembrava l'ennesima chance sprecata. E invece all'ultimo tuffo, il gol di Jelenic. E finalmente un boato come non si sentiva da tempo.
La protesta in curva. Va segnalata una dura presa di posizione degli ultrà che prima della partita hanno diramato un comunicato, decidendo di restare fuori nei primi 15' della partita.
«Ora basta - si legge tra le righe - Dopo un'intera stagione passata a macinare kilometri al seguito del nostro As Livorno Calcio 1915, dopo aver speso soldi e pazienza in ogni stadio d'Italia e dopo aver preso arresti e diffide per un ideale non abbiamo la minima intenzione di perdere la dignità a causa di 11 mercenari svogliati che non aspettano altro che la fine del campionato per andare in ferie al mare... Puntiamo il dito anche contro la società che come ogni anno intende risparmiare acquistando giocatori che poi vengono tenuti in panchina (se va bene…) e che solitamente si rivelano mediocri e inesperti per la categoria… Siamo stanchi, squadra e società devono meritarsi il nostro sostegno».
La speranza è che questa vittoria possa segnare la pace o almeno una tregua. Squadra e tifosi hanno bisogno l'uno dell'altro. E' sempre stato così nella storia del Livorno.
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