Attenzione
Panucci chiede coraggio «Il modulo conta poco»
Il tecnico amaranto vuole dai suoi una partita intensa per centrare la vittoria L’emergenza in attacco non lo preoccupa e continua a credere nei playoff
LIVORNO. «Dai miei ragazzi voglio una partita con le palle». No, niente giri di parole. Christian Panucci guarda il bivio e sa che per prendere l’autostrada giusta, quella che porta al casello dei playoff, servono 90 minuti di fuoco. «E la vittoria - aggiunge il tecnico amaranto - abbiamo l’esigenza di conquistare i tre punti. Sappiamo che siamo fuori dalle prime otto e che mancano tre giornate alla fine, ma siamo padroni del nostro destino. Non voglio fare calcoli, penso solo a battere l’Entella».
Cosa hai chiesto alla squadra?
«Di avere coraggio, di giocare con intensità. E di dare continuità all’ottima prova di Catania. A livello fisico stiamo molto bene, mi aspetto di vedere un grande furore agonistico. Sono contento per le ultime prestazioni, meno per i risultati».
Già, i 5 pari di fila hanno rallentato la corsa.
«Ci hanno portato fuori dalla zona playoff, dopo le due sconfitte all'inizio della mia gestione (in casa contro il Cittadella e a Bologna, ndr). Adesso dobbiamo dare concretezza a questi pareggi con una vittoria. E magari presentarci ai playoff con 9 risultati utili consecutivi: sarebbe un bel segnale, sia per noi stessi che per gli altri».
Ma tutto passa dalla sfida con l’Entella, in piena lotta per la salvezza.
«Sì, certo. E non sarà facile. Loro non perdono mai l’equilibrio, ti costringono a giocare male e hanno valori importanti, come dimostrato anche ultimamente ad Avellino e a Vicenza».
Difesa a 3 o a 4?
«Il modulo conta poco, ora conta solo la voglia di vincere. Devo ammettere però che davanti ho qualche problema, visto che stamani (ieri mattina, ndr) Vantaggiato non si è allenato».
Perché?
«All’inizio sembrava un guaio agli adduttori, invece ha solo un’infiammazione. Voleva allenarsi comunque, ma io ho preferito non rischiarlo, vista l’importanza della gara con l’Entella. Domani (oggi, ndr) verificheremo le sue condizioni in mattinata, ma dovrebbe essere della partita. Vedremo poi se giocare con due punte o lasciare un’alternativa in panchina, considerando che Jefferson non è stato convocato».
Non ha recuperato dall’infortunio muscolare?
«Sta bene, ma ho deciso di dargli qualche giorno in più, anche perché in questa settimana ha fatto solo un lavoro di introduzione. Lunedì tornerà in gruppo e sono sicuro che in questo finale di stagione ci aiuterà».
In attacco ci sarà comunque la solita emergenza.
«Lì sta giocando bene Jelenic, che fa sempre un grande lavoro. Comunque sì, ho poche alternative e le scelte sono obbligate. A gennaio sono partiti giocatori importanti, attrezzi che Gautieri aveva in mano (il riferimento è a Cutolo, ndr). Inoltre è stato ceduto un ragazzo interessante della Primavera alla Juventus (l'attaccante Favilli, ndr), che forse oggi sarebbe servito. Io sono contento di allenare questa squadra, ma se avessi qualche arma in più davanti…».
Raggiungere i playoff sarebbe più semplice.
«Se avremo fame, voglia, grinta e cuore, allora ce la faremo. E se ci entreremo, sarà dura buttarci fuori».
Mancano tre partite alla fine: le prossime due in casa, poi lo scontro finale a Pescara. Quanto sarà importante il sostegno del pubblico con l'Entella e poi con il Vicenza?
«Mi auguro di avere i tifosi al nostro fianco. Credo che sia giusto criticare, ma anche soffrire insieme. Ora abbiamo bisogno della nostra gente».
Come vedi il tuo futuro?
«In questo momento sono concentrato solo sull’Entella. Io sono convinto che andremo nei playoff, altrimenti deciderà il presidente. Comunque ho già scritto la lista della spesa per la prossima stagione, vedremo in quale supermercato la faremo. Sarà una guerra».
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