Gioco
Livorno, aggrappati ancora a un filo
Dopo il pareggio con il Catania gli amaranto non hanno ancora detto addio al sogno dei playoff
Sotto il vulcano resta accesa la fiammella di un sogno chiamato playoff. Il rigore di Daniele Vantaggiato a tempo scadutissimo (tiro, gol e fischio finale) tiene in vita il Livorno, somministra un brodino che potrebbe allungare un’illusione quanto essere il trampolino di lancio per un finale garibaldino. In ballo ci sono ancora nove punti, due partite su tre all’Ardenza e dunque è lecito che Panucci e la sua truppa ci credano ancora..
Al Cibali, al netto dei soliti sospetti (scommesse sull’1 sospese a poche ore dalla partita a causa di un flusso anomalo di giocate), si è vista una squadra amaranto abbastanza giù di corda, anzitutto sul piano mentale. Senza idee e senza molta voglia nel primo tempo, un andamento lento che ricordava sinistramente una gabbionata tra amici sotto il sole di agosto. Siamo certi che Panucci si sia sgolato in ogni modo, che nell’intervallo abbia tentato di rianimare un gruppo dall’encefalogramma pericolosamente tendente al piatto, ma in campo non va (magari…) il terzino ex Milan e Real Madrid.
Che ha poca esperienza, è vero, ma si è trovato a dover gestire una situazione a nostro giudizio molto complicata. Sarebbe bastato un Livorno normale, quello dei tempi di Gautieri o della prima gestione di Gelain, per imbarcare tre punti sull’aereo, anche perché il Catania aveva gli stessi stimoli di uno studente appena alzato dal letto al mattino. Gli etnei hanno trotterellato, è stato sufficiente un affondo di Sciaudone per orientare il risultato prima di quel finale mozzafiato: sembrava una partita di basket, con i tiri liberi a tempo scaduto, il pubblico che fischia e la palla che scotta.
Serviva un duro e Vantaggiato lo è: gol, ancora un pareggio che ci tiene vivi, a pari punti con l’Avellino che però deve ancora giocare. Ci sono ancora tre fiches sul tavolo, proviamo a prendercele.
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