Gioco
Matteo dai banchi di scuola alla panchina
Il vice di Mazzoni, dopo l’infortunio di Bastianoni, è un 18enne pratese che a giugno farà la maturità
LIVORNO. Domenica 17 novembre 1996. Dopo 18 anni di assenza torna il derby Livorno-Pisa all'Ardenza. Tra i pali amaranto c'è Fabrizio Boccafogli. Nessuno sa che appena tredici giorni prima è nato un potenziale successore dell'allora numero 1 del Livorno. Sì, a Prato – la stessa città di Alino Diamanti – ci sono stati i primi vagiti di Matteo Cipriani. Che oggi di anni ne ha 19, ha un cassetto pieno di sogni amaranto e il talento, quello vero, buono per spiccare il volo. Fino a dieci giorni fa era il terzo portiere, dietro a Mazzoni e Bastianoni che però la scorsa settimana si è rotto lo scafoide. E allora, da Perugia in poi, eccolo seduto in panchina. Pronto per l'uso perché – tra l'altro – Mazzoni è pure diffidato. Panucci però è sereno. Il portierino di Prato lo convince. In caso di necessità fornisce tutte le garanzie del caso.
La storia. Cresciuto nel Chiesanuova, società pratese, Cipriani viene presto acquistato dalla Sestese prima di essere notato dal Livorno: «Degli amaranto – ammette con candore -sapevo poco e nulla. Certo. Conoscevo la storia di Protti e Lucarelli, ma quando sostenni il provino a marzo 2013 mi informai su tutto. Due anni fa sono venuto in prestito. Vediamo che cosa succede alla fine di questa stagione».
Ha la faccia pulita Cipriani. Niente tatuaggi e la serietà di un trentenne: «Vado ancora a scuola. Frequento l'istituto alberghiero e Prato. Cerco di conciliare il calcio e lo studio. A giugno devo sostenere l'esame di maturità. La mia famiglia mi segue sempre. Mamma Stefania è bancaria, babbo Michele lavora in una ditta di calcestruzzo mentre mio fratello è grafico. Spesso sono proprio loro ad accompagnarmi a Livorno all'allenamento».
Promosso sul campo. Nel 2013/14 gioca nella Primavera amaranto. Al Torneo di Viareggio viene premiato come miglior terzo portiere della competizione, ma il grande salto è arrivato prima della trasferta di Perugia. Rotto Bastianoni, il ruolo di vice-Mazzoni è tutto suo: «Sì. Sono dispiaciuto per Elia, ma – è ovvio – contento per me. Quando ho saputo che Bastianoni si era fatto male ero a scuola. I miei compagni mi hanno fatto i complimenti. Mi aiutano molto nello studio perché faccio il pendolare tra Prato e Livorno e mi trovo costretto a perdere alcuni giorni di lezione».
Pregi e difetti. Cipriani non si nasconde: «Tra i pali sono agile, reattivo, mentre devo migliorare nelle uscite alte. Sto lavorando per questo. Superata l'emozione di essere aggregato alla prima squadra sono pronto a dare il mio contributo in caso di necessità».(f.p.)
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