Italia
Valverde sprint bruciante ed è il tris nella “Liegi”
Lo spagnolo regola in volata Alaphilippe e Rodriguez nell’ultima classica Nibali prova il blitz in salita ma senza esito. Pozzovivo (ottavo) primo italiano
LIEGI. Intramontabile Valverde, ancora lui. Lo spagnolo è nuovamente il re di Liegi: per la terza volta, infatti, ieri si è aggiudicato con la solita classe e con la consueta determinazione la Liegi-Bastogne-Liegi, dopo un sprint bruciante che ha regolato un gruppetto di rivali, vincendo così l'ultima classica delle Ardenne della stagione, che completa il trittico inaugurato dall'Amstel gold race e proseguito con la Freccia-Vallone.
Alejandro Valverde, 35 anni, si è imposto nella Cenounesima edizione della “Doyenne” (la “Decana”), replicando i successi di 2006 e 2008 dopo i 253 chilometri di corsa .
La sua maglia blu e verde della Movistar è sbucata negli ultimi metri prima del traguardo, dopo che Dani Moreno del Team Katusha aveva provato l'allungo vincente e aveva anche accarezzato il sogno di un clamoroso trionfo.
Un'ambizione vana, che è sfumata per effetto della reazione di Louis Meintjes e in particolare quando Valverde ha deciso di mettere a segno l'affonto vincente.
Un razzo, lo spagnolo. Incontenibile. Ha messo in fila il francese Julian Alaphilippe (Etixx) e il rivale di sempre Joaquim “Purito” Rodriguez (Katusha). A seguire, i vari Rui Costa, Kreuziger, Bardet, Henao e Domenico Pozzovivo, reduce dal Giro del Trentino, che ha ottenuto l'ottavo posto e alla fine è risultato il migliore degli italiani.
Non c'è stato spazio invece per la “prima volta” di Vincenzo Nibali, secondo nel 2012 e atteso fra i big che volevano aggiudicarsi il traguardo di Liegi: lo “Squalo dello Stretto”, che non ha mai nascosto le proprie ambizioni, sull'ultima cote (le colline da scalare che caratterizzano il percorso della Liegi-Bastogne-Liegi), il Saint-Nicolas, è andato in cerca della gloria, ma non ha avuto il guizzo dei tempi migliori e quindi ha dovuto riporre il sogno di aggiudiucarsi la più antica delle classiche del Nord. Il suo obiettivo (il bis al Tour de France) rimane tuttavia immutato.
L'Astana, anche per via della fuga di Michele Scarponi, e successivamente il Team Katusha avevano provato a isolare Valverde che, assieme al polacco Michal Kwiatkowski, era ritenuto l'avversario più temibile. E a ragion veduta, visto il verdetto emesso dalle strade delle Ardenne, dove l'alfiere della Movistar ha conquistato in un colpo solo la Freccia-Vallone e la “Liegi” 2015, non due corse qualsiasi.
Un mostro di continuità, un corridore abile a confermarsi anche alla “veneranda” età di 35 anni.
Adesso Valverde è atteso dal Giro d'Italia, che scatterà dalla Liguria il 9 maggio prossimo. La sua presenza è ancora in forse, ma gli organizzatori ci sperano.
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