La protesta
Tuttocuoio rimonta e stende la Lucchese
Gol rossonero di Epeche poi Forte manca due volte il colpo del ko: nella ripresa i neroverdi passano con Cherillo e Deiola
PONTEDERA. Francesco Forte è un ragazzone moro, centravanti di professione. E’ arrivato alla Lucchese a gennaio dal Forlì, ma è di proprietà dell’Inter. Difficilmente verrebbe da associarlo alla star di Hollywood Gwineth Paltrow, se non per il film “Sliding doors”, in cui Helen, la protagonista, vive una storia completamente diversa prendendo o meno la metropolitana. Per l’attaccante rossonero il derby col Tuttocuoio al Mannucci di Pontedera è andato nella stessa maniera.
La “porta girevole” gli si è spalancata davanti in un paio di circostanze, sull’1-0 per la sua squadra. Senza però riuscire a prendere la strada giusta. Chissà se i neroverdi sarebbero riusciti a ribaltare un incontro che sembrava difficilissimo da riacciuffare dopo il primo tempo. Schivati i ko, però, i pontaegolesi hanno fatto la voce grossa conquistando tre punti e la salvezza matematica. Ma, grazie ai risultati della domenica in contemporanea sui campi di Lega Pro, anche la formazione di Galderisi ha ottenuto la permanenza in serie C.
Centrifuga rossonera. La Lucchese del primo tempo meriterebbe ben altra classifica. Il 4-2-3-1 disegnato dal tecnico rossonero sembra un orologio fino alla tre quarti e diventa bello ed efficace a ridosso dell’area avversaria. Tutto ruota attorno a Mingazzini, che detta i tempi, innescando il trio Ferretti, Scapinello e Pagano dietro a Forte. Una centrifuga di movimenti, possesso palla, inserimenti, cross e occasioni che asfissiano i dirimpettai, tanto che l’unica segnatura con cui si va all’intervallo appare stretta ai ragazzi di Galderisi. Il gol, tra l’altro, è molto bello. Lo segna l’argentino Espeche seguendo un’azione innescata proprio dallo stesso difensore, bravo a ribadire in rete dopo la gran parata di Bacci su colpo di testa di Scapinello, servito con un perfetto cross di Ferretti.
Nel vantaggio lucchese c’è tutto il calcio che Galderisi vuole e che la squadra mette in pratica per i primi 45’. Il rammarico degli ospiti è proprio quello di non aver guadagnato il sottopasso degli spogliatoi con un margine maggiore con cui affrontare la ripresa. Il portiere neroverde è, infatti, bravissimo, su Forte al quarto d’ora, ma Falivena è super due minuti dopo il gol di Espeche ancora su Forte, recuperandolo e togliendogli il pallone quando il centravanti era sul punto di calciare in rete.
Un’occasionissima che fa il paio con quella al 13’ del secondo tempo, in cui Forte si vede respingere la semi-rovesciata dall’incrocio dei pali. Sliding doors, appunto, perché da quel momento in poi la Lucchese non esisterà più, sovrastata da un avversario assetato di punti, malgrado la splendida stagione fin qui disputata.
Neroverdi all’arrembaggio. «Credo che nella ripresa abbiamo commesso qualche errore di troppo, dando coraggio al Tuttocuoio che ci ha messo più agonismo rispetto a noi», dirà il vice di Galderisi, Daniele Cavalletto nel dopo gara.
In realtà, il cambiamento di pelle dei neroverdi sta più nella testa che nelle gambe dei giocatori di Alvini. Contratti e, obiettivamente sistemati male in campo, i padroni di casa soffrono nel cuore del gioco, perché Balde in mediana non trova la posizione e Deiola a destra e Agrifogli a sinistra sono timidi nell’accompagnare il gioco. Deiola, fra l’altro, è un interno e fa fatica sull’out nel contrastare Pagano. La squadra arranca e non riesce a opporsi ai rossoneri, finendo per limitarsi ad allentare la pressione in maniera sporadica.
«Abbiamo sofferto la Lucchese – spiegherà Alvini in sala stampa – perché avevamo molte assenze e perché alcuni dei nostri non stavano bene. Poi ci siamo sciolti, Colombo ha recuperato da un problema fisico, si è caricato i compagni sulle spalle e abbiamo conquistato una vittoria bellissima».
E’ come se il tepore degli spogliatoi nell’intervallo abbia rincuorato gran parte dei suoi ragazzotti, sciogliendo le briglie a una formazione che aveva solo bisogno di correre meglio. Così, i due esterni hanno ricominciato a macinare chilometri e il Tuttocuoio ha ritrovato equilibrio, favorito anche da un paio di accorgimenti in difesa e a centrocampo. Per la Lucchese è stata notte fonda, sottomessa prima da un gol di Cherillo, da poco entrato, e poi da un diagonale di Deiola, sì proprio lui, al termine di un’azione in linea per liberare il tiro del centrocampista sardo. «E ora Pisa – ha sottolineato Alvini pensando alla gara di domenica – Sarà uno spettacolo giocare all’Arena, dove non ci facevano nemmeno gli accrediti quando eravamo in Promozione perché eravamo troppi piccoli».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google