Gioco
Carrarese, faccia a faccia tra Remondina e i tifosi
Dopo il pazzesco ribaltone e la sconfitta con la Spal
CARRARA. Mister Gianmarco Remondina ha giocato due partite, una di seguito all’altra. La prima, quella più importante, sul campo; la seconda, quella più emotiva, all’esterno dello stadio dei Marmi, di fronte a un centinaio di sostenitori gialloazzurri, rimasti in attesa dopo la cocente sconfitta patita contro la Spal, squadra tenuta a bada per 90 minuti esatti e poi lasciata fare il bello e il cattivo tempo nell’appendice di gara.
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In pratica, dal vantaggio alla batosta, nell’arco di tre minuti tre. Come dire, non aver saputo tenere in pugno il risultato.
Questa la domanda principe che, in un confronto peraltro corretto e a viso aperto, i supporter hanno rivolto all’allenatore della Carrarese, uscito inferocito e con una manciata di secondi d’anticipo dal terreno di gioco, al momento del raddoppio dei ferraresi.
Mister Remondina ci ha messo la propria faccia e quindi il suo gesto è più che apprezzabile. Ciò che invece non si riesce a comprendere e giustificare è il comportamento di alcuni (tanti) dei suoi giocatori che, per mancanza di esperienza, o per superficialità, o per insufficiente impegno, non ottimizzano quanto di buono costruito dalla squadra, cedendo di schianto nel finale di gara o addirittura nei minuti di recupero.
È accaduto tante volte, durante un lungo campionato che è ormai agli sgoccioli, di dover registrare colossali svarioni o crolli collettivi quando la squadra era a un passo dalla vittoria. Tante volte questo discutibile comportamento è costato, sì, il successo, ma la Carrarese si è dovuta accontentare del pareggio. In altre occasioni, invece, come accaduto ieri con la Spal, il “rilassamento” semi globale ha pagato caro dazio.
Punti gettati al vento, regali inattesi agli avversari, scollamento del modulo di gioco e quant’altro, hanno fatto sì che le restanti due partite del calendario agonistico, con Pontedera e Prato, saranno determinanti per la salvezza o quantomeno per evitare la rischiosissima zona playout.
Queste cose sono state analizzate durante il confronto post partita tra Remondina e il folto gruppo di sostenitori che ha circondato il mister, sceso volutamente tra loro per chiarire vari aspetti della drammatica situazione. Gli è stato chiesto, ad esempio, il perché della sostituzione di Cellini con Merini sul risultato di 1-0 e ancora, perché taluni giocatori non riescono a capire che una partita è finita solo quando l’arbitro fischia tre volte di seguito.
Remondina ha preso atto e poi, di rimando, ha detto: «Pensatela come volete ma io non mollo». Il popolo gialloazzurro ne ha preso atto e il confronto si è chiuso in modo civile, peraltro come era iniziato.
Di certo, l’amaro in bocca è tanto dopo un Carrarese-Spal che pareva doversi archiviare con la vittoria dei locali e, conseguentemente, con la conquista di una tranquilla zona di classifica.
Tutto ha fatto credere, durante i 90 minuti ufficiali del match, che la Carrarese avesse finalmente ritrovato se stessa dato che la Spal non mostrava la giusta contraria per recuperare il risultato dopo il bellissimo gol messo a segno dal solito Cellini, ora salito a quota 18 gol stagionali. In precedenza c’erano state le prove generali di Gherardi e, dopo il vantaggio, le conclusioni di Gnahorè e Berra.
Poi il riposo, con la consapevolezza che non sarebbe stato facile condurre in porto il risultato. Come ha fatto capire subito la Spal (48’) con Zigoni che ha ciccato la palla del pareggio e poi (61’) con la doppia conclusione di Zigoni e Cottafava. Il tempo scorreva e il vantaggio restava. Poi il colpo di scena, con la conquista di un ripalllo di Finotto a tempo scaduto (45’) e la doccia ghiacciata al 48’ con Giani, un difensore, mentre la Carrarese era ancora frastornata dal pareggio.
Dalle tribune, alcuni sportivi con le tempie imbiancate, hanno urlato all’indirizzo della Carrarese che stava uscendo dal campo: «Le barricate, imparate a fare le barricate».
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