Gioco
Pisa, playoff addio e futuro incerto
La prova opaca di Ancona è lo specchio fedele di una stagione incompiuta, la società mette tutti in punizione
ANCONA. La classifica a due giornate dal termine dice che il Pisa in teoria potrebbe agguantare ancora il terzo posto, detenuto dalla Reggiana distante sei punti (e nove gol). La logica dice che il campionato dei nerazzurri è finito, la squadra è mentalmente in vacanza e la prestazione di Ancona è lo specchio fedele di una grande incompiuta. Tre quarti di gara assolutamente anonimi contro un avversario che lasciava giocare, un lampo in mischia e poi più nulla. Se si pensa che in quel momento i playoff distavano solo un punto viene da mangiarsi le mani, ma sarebbe un errore: il Pisa quest’anno ha sbagliato tutte le occasioni decisive, rimandando alle calende greche la reazione alle avversità. E ora i tifosi guardano con molto più interesse (e un po’ di spavento) alla situazione societaria. Per capire quanto i supporter credessero nel miracolo basti pensare che ieri in trasferta ad Ancona ce n’erano ventiquattro (24). In altre circostanze scorso sarebbero stati venti-trenta volte in più, con qualche altro centinaio (i non-tesserati) a fare il tifo fuori dallo stadio.
DELUSIONE E PUNIZIONE. La squadra ha profondamente deluso la piazza e le aspettative della società. Vitale e Braglia hanno fatto i loro errori nelle scelte, ma i giocatori hanno finito da tempo gli alibi.Gli obiettivi sono sfumati e la società a questo punto, dopo aver pagato puntualmente gli stipendi, ha intenzione di usare il pugno duro con tutti da qui a fine contratto, facendo rispettare i loro doveri sino in fondo. Si parte oggi: niente giorno di riposo, tutti convocati allo stadio per un allenamento.
Parole di delusione da parte del presidente Carlo Battini contattato telefonicamente nel viaggio di ritorno da Ancona: «È stata una partita deludente sotto tutti i punti di vista. Ho visto in campo una squadra senza nerbo, senza amore, senza tutto. Una prestazione deludente. Non c'è altro da dire purtroppo. Speravo almeno di vedere un altro Pisa dopo il momentaneo 2-0 del San Marino ed invece abbiamo disputato una partita piatta e senza gioco. Avevamo avuto la fortuna di trovare anche il gol, ma non siamo riusciti a difenderlo».
E il parere di Battini non si discosta da quello del tecnico Amoroso: «Partita disastrosa. Oggi si è palesata tutta la fragilità che questa squadra ha, solo nel secondo tempo qualcosina in più abbiamo fatto: siamo una squadra da sempre forte tatticamente, ma troppo debole mentalmente, e questo l'ho sempre ravvisato anche dall'esterno. E questo è un grosso difetto per chi ambisce a vincere qualcosa di importante».
QUALE FUTURO?A questo punto, archiviate le speranze relative al campionato, si pensa al futuro. A tenere banco in questi giorni è stata la voce riguardante un possibile interesse del patron del Chievo Verona, Gianluca Campedelli, nei confonti della società di Piazza della Stazione. L’assessore comunale allo sport Salvatore Sanzo ha confermato che un contatto c’è stato, ma ci si è limitati a quello. Niente di più. E soprattutto, non è un discorso che abbia portato avanti il club nerazzurro, spiega Battini: «Non so niente di questa trattativa, non conosco i contatti che ci sono stati per arrivare a Campedelli. Gli scherzi di solito si fanno il primo aprile, ma a Pisa negli ultimi tempi il primo aprile arriva troppo spesso». Non è da escludere che la pista possa essere in qualche modo percorsa, per poi essere portata all’attenzione di Battini per verificarne la fattibilità. Ma per ora, appunto, si tratta di qualcosa che non è stato deciso né ispirato dalla società. Fra le ipotesi per il futuro, la più plausibile al momento sembra quella legata ad un ingresso ben più consistente nel club da parte della Biancoforno, principale sponsor del Pisa, con relativa gestione complessiva del settore giovanile. Dunque, sempre al fianco della famiglia Battini e forse anche con l’aiuto della Ngm, che, oltre a confermare il marchio, potrebbe a sua volta pensare ad una partecipazione societaria. Quel che è certo è che Battini, dopo l’amaro sfogo post-Spal, ha pagato tutti gli stipendi e ha detto chiaramente che non farà fallire il Pisa. Ma dopo il bagno di sangue di questa stagione, con spese da serie B non ripagate dai risultati, un ridimensionamento sarà necessario.
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