Gioco
Ma stavolta la Juve non Quaglia
Il Toro rimonta e vince un derby avvincente, ai bianconeri non basta un grande Pirlo
TORINO. Un’attesa, con annesso dispetto tricolore, durata vent’anni: tanto ha dovuto aspettare il Torino per vincere un derby con la Juventus e ritardarle lo scudetto, ieri c’è riuscito al termine di una giornata memorabile anche se ci sarà anche molto di negativo da ricordare, a cominciare dalla guerriglia che ha tenuto in ansia la città per ore.
In campo è stata una partita bellissima e avvincente, conclusa al 95’ con i granata a festeggiare sotto la loro curva impazzita. La squadra di Ventura è stata brava a rimontare dallo svantaggio con i gol del suo gioiello Darmian e dell'ex Quagliarella. Vittoria legittima e anche un po’ fortunata, perché un pareggio sarebbe stato obbiettivamente più giusto: la Juve ha preso tre pali e non avrebbe meritato di perdere. Ma all’andata era successo l’inverso, col Toro castigato da Pirlo a due secondi dalla fine del recupero, e così alla fine i conti tornano.
Pirlo, in verità, ci ha provato eccome anche ieri, a fare il match-winner. Una magia del regista bianconero tornato in forma smagliante, ha illuso la Juventus, ma non ha demoralizzato il Toro, che pareva stramazzato dopo l’ingiusto svantaggio al 36’ ma poi si è ripreso ed è stato trascinato alla “remuntada” e alla storica vittoria dal suo pubblico fremente. Decisivi soprattutto due episodi: il pareggio di Darmian all’ultimo secondo prima dell’intervallo, e il primo palo bianconero, colpito sull’1-1 da Pirlo con un’altra punizione fantastica. Due segnali chiari che stavolta la sorte era con i granata.
Allegri, stretto fra derby e Champions, ha mischiato le carte: 4-3-1-2, con Pereyra e Morata alle spalle di Matri; niente Marchisio squalificato, e neppure Barzagli, Chiellini e Tevez, tutti in panca. Una squadra credibile ma un po’ leziosa e con meno personalità, lo si è visto soprattutto nella poco accorta gestione del vantaggio. Ventura, dall’altra parte, non ha sbagliato nulla compresi i cambi e ha vinto il duello tattico col collega.
Dopo il botta e risposta che ha incendiato il finale di primo tempo, il derby è diventato splendido nella ripresa. Cinque minuti dopo il palo di Pirlo, il Torino ha fatto il break, sull’asse El Kaddouri-Darmian-Quagliarella, che sottomisura non ha perdonato Buffon, senza esultare da grande ex come è. Ecco allora Tevez al posto di Morata (20') e la Juve si è fatta più aggressiva: testa di Vidal fuori di pochi centimetri, poi è continuato lo show dei pali bianconeri: colpo di testa di Matri ed ancora l'ex Milan e Genoa con un tiro-cross fermato dal legno e successiva mischia furiosa. E poi il miracolo di Padelli su Sturaro (30'), ma dall’altra parte il gol annullato al Toro per fuorigioco di Martinez. In campo anche Llorente per l’assalto finale bianconero, emozioni fino al 95', col tempo che pareva interminabile per i fans granata. Ma alla fine Tagliavento ha fischiato.
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