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LA VIOLENZA CHE SCIVOLA NEL FATALISMO

Da un lato una ferocia inaudita, premeditata e incontrollata. Dall'altro un fatalismo inaccettabile e una superficialità nell'affrontare il problema che altro non fanno che spianare la strada ai...

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Da un lato una ferocia inaudita, premeditata e incontrollata. Dall'altro un fatalismo inaccettabile e una superficialità nell'affrontare il problema che altro non fanno che spianare la strada ai gravi episodi che niente hanno a che fare con il calcio. La settimana scorsa, dopo gli schiaffi ai giocatori del Cagliari e le devastazioni allo stadio del Varese, ci eravamo lasciati con la consapevolezza che la violenza negli stadi fosse un fenomeno così radicato da essere quasi impossibile da estirpare. Oggi ci ritroviamo a parlare di un derby della Mole che passerà alle cronache non per il risultato sul campo, ma per il bollettino dei feriti.

La nostra società malata prima ha prodotto questi gruppi di persone con le proprie amarezze, gli scandali impuniti e le malefatte politiche, e adesso sta a guardare le frange incivili all'opera. Non parliamo di ultras, ma di soggetti frustrati che esprimono la loro rabbia sociale con comportamenti violenti. Non parliamo di tafferugli, ma di azioni che sconfinano in reati e in delinquenza. Il buonismo delle istituzioni non è più tollerabile. In Inghilterra questi individui sono sbattuti in cella già dentro allo stadio e poi processati per direttissima. In Italia, invece, la giustizia finisce in una bolla di sapone. Ciò che spaventa è come queste situazioni siano messe in preventivo: c'è il pensiero diffuso che non si possano evitare. C'è un senso di impotenza che dà ancora più forza ai violenti.

La sassaiola al pullman della Juve, in particolare, è un gesto senza logica. Non è frutto di un odio generato da una sconfitta che (pur in maniera assolutamente sbagliata), si riversa sugli avversari.

È un evento premeditato che avviene a prescindere dall'esito del campo. Domani partiranno le inchieste, scatterà qualche denuncia, ma i processi finiranno con un nulla di fatto. O al massimo con qualche Daspo che non impedirà agli incivili di esternare la violenza fuori dallo stadio.

Episodi come quelli di Torino sono significativi nel male. Sta a noi trasformarli in esemplari nel bene. Ci sia l'impegno a trovare subito soluzioni e si ammetta che tutto il Paese deve crescere e ritrovare il rispetto del prossimo. Altrimenti sarà l'ennesima occasione persa.

(a cura di Giorgio Carlini)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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