La protesta
Assalto al pullman, bombe carta e otto ore di scontri
Una dozzina di feriti e cinque arresti ma non è finita: è il bilancio della guerriglia fra bianconeri e granata
TORINO. C’è derby e derby, e quello di Torino da sempre è ritenuto fra i più pericolosi d’Italia per l’ordine pubblico, se non il più pericoloso: l’acre inimicizia (non solo sportiva, specie in passato ci sono state anche motivazioni sociali) fra i tifosi bianconeri e quelli granata non ha mai conosciuto soste o “armistizi” come quelli che almeno a tratti hanno stemperato l’antagonismo fra romanisti e laziali o fra interisti e milanisti nelle altre grandi stracittadine. Gli incidenti gravi non sono stati frequenti, ma gli scontri e le risse con a volte agguati sanguinosi sono quasi la regola. E quindi ogni volta l’allarme è alto e i disordini sono praticamente annunciati, anche se in questa occasione la vigilia era parsa più tranquilla del solito.
E invece ieri all’Olimpico granata si è rischiato grosso, e tutto sommato il consuntivo finale dice che è andata ancora bene. L'edizione numero 140 del derby della Mole verrà ricordato, oltre che per la storica vittoria del Torino, per gli scontri violenti fra tifosi, con l'assalto al pullman della Juventus e il lancio di bombe carta sugli spalti, una tensione alta che è durata 7-8 ore. Il bilancio provvisorio è di una dozzina di tifosi feriti, cinque arresti e una denuncia ma sono numeri che potrebbero aumentare nelle prossime ore: le forze dell'ordine sono al lavoro per identificare eventuali altri responsabili dei disordini.
Se la gara in campo è stata «leale e maschia al punto giusto», per dirla come il tecnico bianconero Massimiliano Allegri, non si può dunque dire altrettanto della partita tra le due tifoserie. I primi incidenti si sono verificati in mattinata, ben prima dell'apertura dei cancelli. In piazza San Gabriele da Gorizia i gruppi delle due tifoserie si affrontano una prima volta, costringendo le forze dell'ordine ad intervenire con tre cariche di alleggerimento che evitano un contatto diretto ad alto rischio. Un tifoso del Torino viene fermato, e poi arrestato, per lancio di oggetti pericolosi e resistenza a pubblico ufficiale.
Poco dopo il secondo round, ancora più allarmante, in coincidenza con l'arrivo dei pullman delle due squadre. Il primo a svoltare in via Filadelfia, dove c'è l'ingresso dei mezzi, è quello bianconero dei campioni d'Italia: ad attenderlo ci sono circa trecento tifosi del Torino che cercano di fermarlo, senza riuscirci perché l'autista non toglie il piede dall'acceleratore. Al passaggio del mezzo scatta il lancio di numerose pietre, una delle quali manda in frantumi un finestrino.
Le forze dell'ordine, che assistono alla scena, si mettono subito al lavoro e, grazie alla visione dei filmati, individuano e denunciano un altro tifoso granata per danneggiamento aggravato in concorso.
L'inizio della partita non ferma, come di solito accade, la violenza neanche sugli spalti. Poco dopo il fischio d'inizio una bomba carta, proveniente dal settore dello stadio riservato ai bianconeri e scagliata sul settore confinante occupato dai tifosi nemici, manda infatti in ospedale una decina di persone. Tre quelli trattenuti per accertamenti in ospedale - una ragazza al Mauriziano perché ha inalato del fumo e due al Cto per un trauma ad un orecchio e bruciature ai polpacci. Per questo episodio i tifosi arrestati sono tre, due della Juventus e uno del Torino.
Dopo altri lanci reciproci e scaramucce si teme il peggio a fine derby. E infatti i circa 2mila tifosi bianconeri escono dall'Olimpico solo due ore dopo, scortati da un imponente schieramento delle forze dell'ordine per evitare altri scontri con i tifosi del Torino rimasti nei paraggi. E’ l’ultimo atto, ma forse solo per ora.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
