Il Tirreno

Livorno

La resistenza si spegne all’82’

di Alessandro Bernini
La resistenza si spegne all’82’

Livorno da manuale «scippato» di un gol e raggiunto. Amaranto fuori dai playoff, ma...

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INVIATO A PERUGIA. La Resistenza del Livorno si esaurisce alle 16.40, quando mancano solo 8' alla fine e il sudore ti nasconde lo striscione dell'ultimo chilometro. Tutta colpa di una maledetta punizione di Fabinho deviata dalla barriera che ci strappa di mano due punti d'oro. Per carità, il Perugia non ha rubato niente, vista con occhio imparziale il pareggio è anche il risultato più giusto. Resta il fatto che con questo 1-1 il Livorno è per la prima volta fuori dalla zona playoff. Niente di angosciante, siamo noni ma a un punto dalla sesta, e in questa ottica pareggiare in trasferta (tanto più in uno scontro diretto) è l'ultimo dei problemi.

DUE PARTITE. Peccato però, perché nel primo tempo il Livorno è stato un manuale di come si gioca in trasferta, tosto e corto nel suo 3-5-1-1 perfetto nelle ripartenze. E anzi, lo 0-1 ci stava anche stretto, con Jelenic e Vantaggiato scatenati, Emerson e Lambrughi padroni della fase difensiva, Biagianti tirato a lucido come ai tempi migliori. Altra partita nella ripresa, quando abbiamo perso metri e soprattutto abbiamo perso la capacità di ripartire.

Ci resta l'immagine di un Livorno vivo, che ha voglia di lottare, che ha ritrovato Vantaggiato. Ma che non fa quel balzello necessario per il salto di qualità. Anche perché non è certo baciato dalla fortuna, come dimostra quella punizione dello 0-0 che è diventata un proiettile imparabile.

IL NUOVO MODULO. Non male questo 3-5-1-1 che Panucci ha scelto un po' per convinzione e un po' per necessità, visto che c'erano più magazzinieri che attaccanti. Bene soprattutto finché Jelenic ha avuto birra in corpo. In trasferta lo rivedremo, in casa (quando ci sarà da fare la partita) forse è più adatta la coppia Vantaggiato-Galabinov

A MUSO DURO. Quando entri in campo in trasferta e non ti fai mettere i piedi in capo, sei già a metà dell'opera. Il Livorno ha preso l'avversario di petto, senza paura, imponendo subito la propria logica: squadra corta e ben organizzata, bravissima a ripartire. Quando dopo 6' Vantaggiato ha superato Koprivec dopo un bel contropiede con assist di Biagianti, il Perugia ha iniziato a tremare. Certo, quel gol sarà annullato dall'arbitro per un fuorigioco che forse non c'era neanche, ma la scossa presa dal Grifone è stata tremenda. E infatti dopo neanche 200 secondi è arrivato il gol, con una splendida azione di Vantaggiato che ha difeso palla in area e sfiorato il gol (c'era anche un rigore clamoroso), trovando Jelenic pronto sulla ribattuta.

Il bello è che anche sullo 0-1 il Perugia ha continuato a sbattere il muso sul 3-5-1-1 del Livorno, beccandosi fischi già prima della mezzora. Gli amaranto a sorpresa spingevano più a sinistra (ottimo Biagianti) che non a destra, dove pure Maicon e Moscati sembravano i più adatti a colpire nelle ripartenze. Il palo di Vantaggiato al 28' su assist di Jelenic è stato l'ennesimo squillo di un Livorno che, col senno del poi, proprio qui ha gettato nel cestino l'occasione di vincere

LA BEFFA. Chiaro che nel secondo tempo ci sarebbe stato da soffrire. Il Perugia è passato subito a un 3-5-2 più offensivo con Perugini seconda punta e Fabinho spostato esterno a sinistra, dopo poco è entrato anche Lanzafame, poi pure Falcinelli. Il primo quarto d'ora è stato un incubo, un assalto senza tregua. Angoli, cross, il pallone che non usciva mai dalla nostra trequarti.

La beffa è che il gol è arrivato proprio quando la pressione era calata, su una punizione regalata al Perugia per un fallo inesistente di Emerson. Un tiro di Fabinho centrale, che è andato a infilarsi nell'angolino dopo una deviazione maligna della barriera. La partita è finita lì, col risultato forse più giusto.

IL FUTURO. La stagione del Livorno invece inizia ora. Guai farsi prendere dalla depressione se siamo noni, anche perché questo gruppo ha bisogno di tutto fuorché sentirsi privo di punti di appoggio.

Il pareggio in trasferta va benissimo, se poi vinci in casa. E allora ecco che la partita di martedì contro il Modena diventa uno snodo fondamentale del nostro futuro. Prepariamoci. In un modo o nell’altro va vinta.

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