Il Tirreno

Livorno

«Lotteremo anche per i 20mila del ’98»

di Gianni Tacchi
«Lotteremo anche per i 20mila del ’98»

Panucci carica il Livorno e ricorda l’esodo di 17 anni fa

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LIVORNO. Si era innamorato di questa squadra, del suo lusso in attacco. Si era innamorato di Luca Siligardi, forse il miglior gioiello nella vetrina di questa Serie B. Ma Christian Panucci, adesso, deve fare i conti con una realtà completamente diversa. E andare a caccia dei playoff senza mezzo attacco: Siligardi starà fuori quasi un mese, Rivas vive in infermeria e in settimana si è fermato pure Jefferson (stiramento).

Così, oggi a Perugia, ci saranno solo due punte: Galabinov e Vantaggiato. «Ma non vengo qui a piangere – risponde il tecnico amaranto – mi dispiace per queste assenze, ma le soluzioni ci sono. Comunque Jefferson rientrerà tra una decina di giorni, non di più, praticamente dopo la sfida di Catania. Ci mancherà Siligardi, l’uomo dell’ultimo passaggio, ma giocatori come Belingheri e Maicon hanno le qualità per mettere la palla giusta».

Ma come cambia il Livorno senza Siligardi?

«Vedremo se giocare con uno o con due attaccanti».

Come stanno Galabinov e Vantaggiato?

«Galabinov ha giocato le ultime partite e ha fatto molto bene. Vantaggiato aveva bisogno di ritrovare la condizione, adesso è in crescita e sono convinto che ci darà una grossa mano. In settimana abbiamo lavorato per migliorare la giocata dentro l’area».

Comunque, a questo punto, diventa necessario ritrovare il miglior Belingheri.

«Io gli ho dato fiducia. In passato è stato massacrato, ma io lo stimo: vede prima la giocata e sa dove inserirsi per colpire».

Il rush finale parte da Perugia, un’altra sfida delicata e decisiva in chiave playoff dopo quella col Frosinone.

«È una gara fondamentale, dobbiamo pensare a fare il massimo per portare a casa un grande risultato. Ci serve una vittoria importante attraverso una bella prestazione. Ai ragazzi ho chiesto umiltà, sacrificio e voglia di vincere. Niente scherzi, devono avere il fuoco dentro». Anche perché il Curi sarà pieno. E il Livorno, in questa stagione, ha sempre sofferto in ambienti del genere. «Mio padre diceva: “Quando c’è caldo, corri che fai aria”. Ecco, noi dovremo correre per 90 minuti. Perugia è un ambiente storico. Lì, quasi vent’anni fa, arrivò una grandissima delusione per 20mila livornesi (la sconfitta nella finale playoff di C1 con la Cremonese, ndr). Domani (oggi, ndr) lotteremo anche per loro cercando di regalarli una gioia unica».

Cosa temi del Perugia?

«Il Perugia ha un gran bell’organico con molti giocatori di qualità a centrocampo. Ma lì noi abbiamo giocatori esperti, di categoria, per cui ci sono le armi per combattere le loro qualità. Occhio poi alla posizione di Fabinho e a chi ci sarà davanti perché si tratta di elementi pericolosi. Sicuramente dovremo stare alti per attaccarli».

Dietro rientrerà Ceccherini dopo un turno di squalifica, ma il ragazzo sta attraversando un momento non facile.

«Infatti mi aspetto una reazione da lui, sono sicuro che lo rivedremo sui suoi livelli. Ma quando pensi di essere in difficoltà, sei tu che devi uscirne tirando fuori quello che hai dentro».

Tornerà anche Jelenic, tra i migliori a Vercelli.

«È un rientro importante per il nostro modo di giocare. Lui è senza dubbio un grande professionista: se lo metti a correre alle 9 di mattina, alle 7 di sera lo trovi sempre lì».

L’esperienza di Luci, escluso col Frosinone, potrebbe essere utile?

«A centrocampo ho tante alternative, qui non ci sono né figli né figliastri. Lui ha lavorato bene come sempre, ma poi le scelte le faccio io in base a ciò che vedo. Non dimentichiamoci che Luci non ha svolto la preparazione estiva, quindi è una stagione difficile per lui. E poi ora ci sono tre partite in una settimana, anche se il turnover non è nella mia filosofia».

Ma come sta la squadra a livello fisico?

«Prima pagavamo qualcosa, adesso ci siamo ritrovati e stiamo bene. E sì, speriamo di crescere ancora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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