Il Tirreno

Livorno

Moscati e il Perugia quanti bei ricordi...

di Gianni Tacchi
Moscati e il Perugia quanti bei ricordi...

Il giovane centrocampista torna da avversario nella città che l’ha lanciato: «Ma ora penso solo all’obbiettivo playoff»

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LIVORNO. Nella valigia infilò i pezzi di una vita amaranto, tra sacrifici e maturità. Non si aspettava certo di trovare, a Perugia, una seconda casa. Si aspettava soltanto di crescere, magari di tornare presto a Livorno, la sua città. Invece sono state tre stagioni indimenticabili, nelle quali Marco Moscati è entrato nel cuore di una piazza che si è innamorata di lui. E che sabato lo riabbraccerà. «Non so come reagirò quando toccherò quel campo», ha confessato.

Che ricordi. Moscati lasciò Livorno nel 2011, quattro anni fa. Andò in prestito al Perugia, in Seconda Divisione, dopo una vita nel settore giovanile amaranto e una presenza in Serie B, 35 minuti nell’ultima giornata della stagione 2010/2011 contro il Frosinone (2-1 al Picchi). «Lì, a Perugia, sono stato adottato e coccolato da tutti i tifosi, da tutto l’ambiente», il suo ricordo. Perché lì ha vissuto tre campionati da protagonista, conquistando due promozioni (subito in Prima Divisione, nel 2012, e poi in B, lo scorso anno), una Supercoppa di Seconda Divisione (2012) e una di Prima (2014). In totale, 93 presenze e 13 reti in campionato. «Certi momenti non li dimenticherò mai - ha detto il centrocampista amaranto - la mia carriera da professionista, prima di quest’anno, era solo e soltanto il Perugia. Quindi sono molto legato a quella piazza, a quella gente. Sabato tornerò al Curi da avversario per la prima volta, con voglia, piacere e grande rispetto. Sarà una giornata particolare per me, il mio passato contro il mio presente. Ma adesso gioco nella squadra della mia città. E per me è un onore».

Il ritorno. La scorsa estate il rientro a Livorno e… a casa dei genitori. «Dovrò riabituarmi a vivere con i miei», scherzò subito dopo aver firmato il rinnovo del contratto fino al 2019, una dimostrazione di grandissima fiducia da parte della società amaranto. All’epoca piaceva a tante squadre, lo scorso gennaio lo seguiva il Sassuolo. In questa stagione ha iniziato bene, trovandosi meglio da mezz’ala destra nel 4-3-3 di Gautieri. Negli ultimi mesi un calo, ma con il Frosinone ha dato segnali importanti di crescita. Sì, ancora il Frosinone. E altri ricordi… «Lo scorso anno segnai il gol decisivo per la promozione proprio alla squadra di Stellone, nell’ultima giornata di campionato. Domenica scorsa ci ho riprovato, calciando da una posizione simile ma mirando dalla parte opposta: all’epoca beffai sul suo palo Zappino, che invece al Picchi è stato bravo. Peccato, poteva essere la mia prima gioia in Serie B».

Obbiettivo playoff. Il Perugia e mille emozioni, ok, ma anche il rush finale. Per cercare i playoff. «Siamo in crescita - ha aggiunto Moscati - e possiamo arrivare in alto, ma dobbiamo pensare partita per partita senza fare troppi calcoli. Il pari col Frosinone? Un punto guadagnato contro una buona squadra, che però ha pensato soprattutto a chiudersi. Noi abbiamo provato a segnare in tutti i modi, ma purtroppo non ci siamo riusciti. Adesso ci aspetta una sfida con un’altra formazione che sta passando un ottimo momento». E che potrebbe arrivare lanciata nei playoff. «Sì, ma tutte quelle che finiranno negli spareggi saranno pericolose. I playoff sono una lotteria, un altro campionato. Sarà decisivo l’aspetto mentale».

E Marco Moscati, tra il cioccolato e il salmastro, è pronto, anzi prontissimo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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