Toscana
Rossi è tornato cannibale: trionfa anche in Argentina
Grande rimonta di Valentino che riagguanta Marquez in crisi di gomme Poi i due si toccano e lo spagnolo cade. Secondo Dovizioso, terzo Crutchlow
Una rimonta incredibile, poi il sorpasso e il tentativo di risposta che ha mandato Marc Marquez, fino a quel punto dominante, al tappeto. Valentino Rossi infila alle Termas di Rio Hondo, nel Gp d’Argentina, la seconda perla stagionale dopo Losail (vittoria numero 110 in carriera) e allunga in vetta alla classifica iridata.
Una gara spettacolare, col 22enne di Cervera che parte dalla pole e scatta subito al comando mentre dietro si alternano nel ruolo di inseguitore i vari Lorenzo, Crutchlow e Dovizioso. Dietro il Dottore parte maluccio, complice una carenata di Iannone, ma quando comincia a spingere non ce n’è per nessuno. Uno dopo l’altro tutti si arrendono a un indemoniato Rossi col solo Dovizioso che, a conferma dei grandi progressi della Ducati, cerca di non perdere troppo. Davanti Marquez è lontano a quasi cinque secondi ma giro dopo giro il centauro di Tavullia gli rosicchia decimi e a due tornate dalla fine è a portata di sorpasso. Rossi, che monta la gomma extradura, non si lascia pregare e lo infila, lo spagnolo della Honda risponde, poi il nuovo sorpasso, Marquez non ci sta e finisce col toccare la Yamaha dell’avversario e perdere il controllo della sua moto. Il suo Gran Premio d’Argentina finisce lì, «semplice incidente di gara« sentenziano i commissari, mentre Rossi va a festeggiare con la maglia di Maradona sul podio, non senza essersi rammaricato della caduta di Marquez.
«Sapevo di potere fare bene e sono partito fortissimo - racconta entusiasta - Ero sicuro che nella seconda parte di gara Marc avrebbe fatto fatica e dovevo provarci. E vedere Marquez lì, in Argentina, che lo vai a prendere, è una sensazione che ti dà gusto. Mi spiace che sia caduto, sarebbe stata una bella lotta ma penso che abbia sbagliato lui». Tre gare, due vittorie e un podio il bilancio di Rossi che consolida il primo posto nel mondiale (66 punti): «Ci sono buone possibilità che possiamo lottare per il campionato».
Come a Losail e Austin, chiude al secondo posto Dovizioso, che però ha di che essere ottimista(«tre piste diverse e sempre là davanti: c’è molta sostanza e possiamo solo migliorare») e per un soffio non finisce come in Qatar, con un’altra tripletta italiana. Colpa di Crutchlow, che all’ultima curva beffa l’altra Ducati di Iannone, comunque terzo in classifica iridata (40 pt) dietro Dovizioso (60 pt). Quinto Jorge Lorenzo, che prende oltre 10” dal compagno di team e conferma le difficoltà di questo avvio di stagione.
Stesso podio di Austin ma posizioni invertite in Moto2, dove Johann Zarco centra il primo successo in carriera e balza in testa alla classifica. Il francese precede Rins e Lowes, ottimo quinto posto per Franco Morbidelli.
In Moto3 dominio di Danny Kent: il britannico concede il bis dopo Austin, infliggendo 10 secondi agli inseguitori, primo dei quali il compagno di squadra Efren Vazquez, con Isaac Vinales a completare il podio. Il migliore degli italiani è Romano Fenati che, retrocesso in fondo alla griglia dopo il calcione rifilato a Niklas Ajo durante il warm-up, risale fino all’ottavo posto precedendo Bastianini.
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