Il Tirreno

Livorno

NEL CALCIO IL VELENO DELLA SOCIETA’

Nel 2009 Fabio Capello, all'epoca Ct dell'Inghilterra, fece un'affermazione profetica. Disse che il calcio italiano era comandato dagli ultras, e che la situazione sarebbe peggiorata anno dopo anno....

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Nel 2009 Fabio Capello, all'epoca Ct dell'Inghilterra, fece un'affermazione profetica. Disse che il calcio italiano era comandato dagli ultras, e che la situazione sarebbe peggiorata anno dopo anno. Oggi gli ultimi episodi di violenza ci dicono che è sufficiente che una squadra viva un periodo deludente per scatenare la reazione di questi pseudo-tifosi, che si presentano nei ritiri minacciando e prendendo a schiaffi i giocatori, come accaduto a Cagliari. Il Daspo è inutile, perché se questi comportamenti non avvengono durante una partita, avvengono fuori: si interrompono le rifiniture delle squadre, come a Bergamo, o peggio si devasta un campo da gioco nella notte, come a Varese.

Ho sempre sostenuto che il calcio sia lo specchio della società. Le frange estreme degli ultras sono un prodotto delle amarezze del Paese, delle difficoltà, delle malefatte impunite, degli scandali politici. Queste vicende creano un veleno sopito che poi, quando si crea il branco, si scatena. Più che sulle cause del fenomeno, però, ora dovremmo concentrarci sulle soluzioni. E alla violenza non si può che rispondere con la fermezza. Mi chiedo perché sia tanto difficile applicare le leggi nel mondo sportivo. Il calcio è schiavo di questi personaggi, ma le società rispondono in modo tiepido, perché intimorite. L'atteggiamento di Pallotta nei confronti del gruppo di incivili della Roma è esemplare, ma è un caso isolato. Per questo a fare giustizia devono essere le forze dell'ordine.

In Inghilterra hanno risolto il problema degli hooligans con le carceri costruite dentro gli stadi. In Italia le questure sanno chi sono coloro che commettono i reati. Sanno chi ha devastato lo stadio a Varese. Perché allora non si fanno arresti e processi? In occasioni di manifestazioni politiche e a presidio delle sedi istituzionali ci sono sempre cordoni di polizia: nessuno si azzarderebbe a entrare in Senato per prendere a schiaffi un parlamentare. Ma in uno stadio, o in un ritiro, questo è possibile. Non so quanto, a questo punto, lo spiacevole fenomeno sia risolvibile. Ciò che è sicuro, è che il calcio italiano deve fare ancora molta strada prima di poter riportare le famiglie con i bambini a godersi una partita di pallone. E questo è inaccettabile.

(a cura di Giorgio Carlini)

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