La protesta
La caduta e quelle mani nei capelli
Succede tutto al 21’ ma senza scontro. Tre ipotesi per il futuro, stagione finita?
LIVORNO. Corre il minuto 21. Il Livorno risolve una mischia nella sua area e riparte, sulla destra, con Luca Siligardi. Il controllo di palla è il solito, pulito ed efficace. Alle sue spalle ecco due difensori del Frosinone, in pressing sull’attaccante amaranto. Che però mette male il ginocchio sinistro, quello operato due anni fa. E si ferma subito, sotto la gradinata. Siligardi si trascina fuori dal campo e la preoccupazione aumenta. Il massofisioterapista Scappini lo raggiunge e si gira subito verso la panchina per chiedere il cambio: entrerà Moscati, pochi secondi dopo. Intanto “Sili” esce in barella, tra gli applausi di tutto lo stadio. Il ginocchio gonfio e le mani sul volto spaventano. Aldo Spinelli, quando Siligardi passa sotto la tribuna, si sporge dal suo terrazzino per capire qualcosa di più. «Senza di lui – è il commento di tanti tifosi– non andiamo neanche nei playoff…»
Stagione finita? Siligardi non viene portato in ospedale: solo ghiaccio per lui, che uscirà dallo stadio con le stampelle. L’infortunio sembra meno grave del previsto, ma riguarda comunque il ginocchio già operato. E quindi serve cautela. Oggi gli esami faranno luce, ma c’è il rischio che Siligardi abbia finito la stagione – e la sua avventura amaranto – ieri pomeriggio. Non dovrebbero essere coinvolti i legamenti, quindi potrebbe trattarsi di una rottura del menisco (un mesetto di stop) o di una forte distorsione (out 15-20 giorni). In questi due casi ci sarebbe la possibilità di rientrare per i playoff, ma attenzione: una ricaduta potrebbe stravolgere il suo futuro…
Gianni Tacchi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
