Il Tirreno

Livorno

PANUCCI-STELLONE, SOLO UNA SFIDA DA GIOCATORI

Così diversi, così lontani Due panchine all’opposto

di Gianni Tacchi
Così diversi, così lontani Due panchine all’opposto

LIVORNO. Se contasse il passato da giocatore, oggi non ci sarebbe partita. Perché Christian Panucci ha vinto tutto, due Champions League comprese, mentre Roberto Stellone è stato un bomber di...

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Se contasse il passato da giocatore, oggi non ci sarebbe partita. Perché Christian Panucci ha vinto tutto, due Champions League comprese, mentre Roberto Stellone è stato un bomber di provincia, il classico specialista della Serie B. Due storie diverse, diversissime. Non solo per gli anni vissuti in campo, ma anche per l’inizio di questa nuova vita.

Un precedente in campo. Panucci ex difensore, Stellone ex attaccante. Il primo ha passato la sua carriera nelle massime divisioni europee (Serie A con il Genoa, il Milan, l’Inter, la Roma e il Parma, Liga con il Real Madrid, Premier League con il Chelsea e Ligue 1 con il Monaco), il secondo ha invece giocato soprattutto in B, partendo dalla vecchia C1 (Lodigiani) e arrivando anche in A (Napoli, Reggina e Torino).

Due percorsi diversi, diversissimi. E un solo confronto in campo, 8 anni fa, all’Olimpico di Roma. Era il 13 maggio del 2007, terzultima giornata di campionato. La Roma di Panucci era scarica, visto che l’Inter aveva conquistato lo scudetto già da qualche settimana, rendendo vana la rincorsa giallorossa.

E il Torino di Stellone, nella stagione del centenario, passò 1-0 grazie a una rete al 14’ di Roberto Muzzi, che venne sostituito durante l’intervallo proprio dall’attuale tecnico del Frosinone. Non una vittoria qualsiasi, perché i granata centrarono la salvezza grazie a quel successo. Anche l’ex Milan partì dalla panchina, entrando al 68’ al posto di Ricardo Faty.

Le strade dei due si sono quindi incrociate solo per 22 minuti più recupero, neanche mezz’ora.

Ora in panchina. Panucci ha 42 anni, Stellone corre invece verso i 38. Entrambi allenano, entrambi puntano la promozione. Due inizi diversi, diversissimi. Sì, anche qui. Perché l’avventura del tecnico amaranto è partita nel luglio del 2012 con la Nazionale russa, come assistente del commissario tecnico Fabio Capello. Un’esperienza di oltre due anni, poi la rottura con il suo ex allenatore e il divorzio dello scorso novembre. Adesso la chance con il Livorno, la prima vera panchina.

Roberto Stellone ha iniziato invece nel 2011 con la Berretti del Frosinone, subito dopo aver dato l’addio al calcio proprio con la maglia ciociara.

Un anno dopo ha preso la prima squadra, in Prima Divisione: prima un settimo posto, poi la promozione in B attraverso i playoff e ora il sogno Serie A. Che passa dal Picchi, che passa da Panucci. Quello che da giocatore ha potuto sfiorare soltanto per ventidue minuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web