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Livorno

Il futuro secondo Mangia «Puntate al terzo posto»

di Gianni Tacchi
Il futuro secondo Mangia «Puntate al terzo posto»

L’ex tecnico di under 21 e Bari, ora a Sky, fa le carte alla serie B e al Livorno «I problemi sono in difesa, agli amaranto ora serve il carattere di Panucci»

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LIVORNO. Mangia la Serie B da un anno e mezzo, prima da allenatore e adesso da opinionista. La guarda, la commenta, la divora. Era un predestinato: il 4-4-2 sacchiano, l'exploit con la Primavera del Varese, la scommessa di Zamparini, l’Under 21… Ora, dopo l’esonero di metà novembre a Bari, Devis Mangia segue la B per Sky. Dove ha preso il posto di Dario Marcolin, che ha appena rialzato il Catania.

«Il livello tecnico di questo campionato è più basso rispetto agli ultimi anni – spiega – anche se regna il solito equilibrio. Siamo entrati nella fase decisiva, gli obiettivi sono delineati e ogni squadra sa per cosa lotterà nelle ultime sette giornate, anche se ci sono già due mezzi verdetti».

Quali?

«Beh, il Carpi è praticamente promosso: ha 14 punti di vantaggio sulla terza e continua a correre. All’altro estremo c’è il Varese, che è a -12 dalla salvezza. Bastano due conti…».

Tutto aperto, invece, per il secondo posto.

«Il Bologna ha collezionato troppi pareggi in casa, soprattutto nei momenti decisivi. È ancora la favorita, ma deve fare attenzione al Frosinone e al Vicenza. Il vantaggio è minimo e può succedere di tutto».

Già, il vantaggio di un punto, proprio quel punto che è stato appena restituito al Bologna.

«Intanto è una querelle che riguarda la vecchia proprietà, non questa. Comunque, per fortuna, la decisione è arrivata durante il campionato e non dopo, anche se rientra in tutte quelle situazioni da migliorare in futuro».

Oggi, nella griglia playoff, chi partirebbe favorita?

«Ora stanno meglio il Frosinone e il Vicenza, ma occhio anche a quelle dietro. Ai playoff si arriva attraverso due strade: la continuità o una rincorsa finale».

Sulla seconda c’è il Perugia.

«Esatto. Anzi, visto il ritmo che ha in questo periodo, può addirittura lottare per il secondo posto. A gennaio ha perso un giocatore importante come Del Prete, ma ha inserito gli elementi giusti. Penso a Faraoni, che ha sistemato le cose a destra, e soprattutto ad Ardemagni, l’uomo d’area che mancava».

E il Livorno?

«Ha numeri importanti. In casa ha avuto un rendimento lineare e ha segnato tanto, mentre in trasferta ha trovato qualche problema. Adesso deve concentrarsi sui playoff: il secondo posto è troppo lontano, mentre sul terzo ci si può ragionare».

Il fatto di aver cambiato tre allenatori ha inciso?

«Non conosco le dinamiche e non posso giudicare, anche se ovviamente qualcosa non funzionava».

Prima Gautieri, poi Gelain e adesso Panucci, che lei ha incrociato nei corridoi di Sky fino a un mese fa.

«Sì, ci conosciamo bene. E vi confesso una cosa: quando parlavamo del Livorno, gli brillavano gli occhi. Se riuscirà a trasmettere la sua mentalità vincente e il suo temperamento al gruppo, allora gli amaranto potranno fare grandi cose».

Il problema del Livorno è stato proprio mentale: affidargli la panchina è stata quindi la scelta giusta?

«Lui ha sottolineato proprio l'aspetto caratteriale. Ci sta lavorando, come sta lavorando sulla parte atletica. Il tempo a disposizione è poco, ma Christian ha già sistemato alcune cose. Deve trovare un’identità tecnico-tattica e un certo equilibrio, poi tutto sarà più semplice».

Domenica arriva il Frosinone, una delle squadre più in forma del campionato.

«Una partita delicata. Non fondamentale, anche perché è pericoloso usare questo termine in B. Vincere, per il Livorno, sarebbe utile non solo per la classifica, ma anche per l’autostima, considerando il momento strepitoso del Frosinone».

Dove c’è Dionisi, il grande ex, che sta facendo benissimo: cederlo è stato un errore?

«È un giocatore importante, ma l’attacco amaranto ha mille risorse: Siligardi, Vantaggiato, Galabinov, Jefferson… I guai del Livorno non sono certo davanti, bensì dietro».

Lei ha sempre lavorato con i giovani: quali sono i più interessanti di questa Serie B?

«Ne ho visti tanti, ma quest’anno non c'è un Berardi, un Verratti... Tra gli amaranto sta crescendo Appelt Pires, che ho allenato la scorsa stagione a La Spezia. Può diventare un bel giocatore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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