Gioco
AMARANTO»LA VOLATA FINALE
LIVORNO. Salto di qualità. Lo aspettiamo a gloria da inizio stagione, abbiamo spesso la sensazione che sia dietro l’angolo, ne sentiamo il profumo, ma poi ci è sempre scappato da sotto il naso....
LIVORNO. Salto di qualità. Lo aspettiamo a gloria da inizio stagione, abbiamo spesso la sensazione che sia dietro l’angolo, ne sentiamo il profumo, ma poi ci è sempre scappato da sotto il naso. Eppure, anche dopo 35 giornate, ci resta la sensazione che questo Livorno non abbia mai espresso in pieno il suo potenziale.
Solo illusione? Speriamo di no. Di certo non c’è più tempo per aspettare, il futuro è oggi e per Panucci il tempo della semina deve coincidere con quello della raccolta.
La logica (anche se non la matematica) dice che abbiamo abbandonato il sogno di agganciare il secondo posto. Meglio volare basso e cercare di raccogliere il massimo per entrare nei playoff da buona posizione. Ma c’è un problema: gli scontri diretti. Quando abbiamo affrontato squadre della nostra fascia, abbiamo sempre raccolto le briciole. Lo dicono le cifre. Guardate ad esempio il dato nel grafico qua a destra: contro le formazioni che al momento sono in zona playoff (dunque dal secondo al nono posto) abbiamo conquistato una sola vittoria. Tra l’altro contro il Bologna, in una partita che perdevamo 2-1 a una manciata di minuti dalla fine. Poi solo qualche pareggio e tante, troppe sconfitte.
Attenzione, perché può essere un guaio. Soprattutto nell’ottica di un arrivo in volata nel quale gli scontri diretti potranno determinare la griglia. Comunque il riso non è cotto. Nel senso che mancano ancora diversi scontri diretti ed è forse proprio da questi che passa il futuro del Livorno. Domenica c’è subito Livorno-Frosinone (impossibile ribaltare il 5-1 dell’andata), poi Perugia-Livorno, quindi alla penultima giornata Vicenza-Livorno e all’ultima Pescara-Livorno. Quattro duelli che valgono doppio.
Di positivo, dopo aver visto il Livorno a Vercelli, ci sono a nostro parere due elementi. 1) la condizione fisica, perché la squadra è tornata a correre, ad arrivare prima sul pallone, a finire la partita senza la lingua penzoloni. 2) lo spirito giusto, perché sul 3-2 c’era il rischio di cadere in depressione e crollare (come successo altre volte) e invece la squadra ha trovato forza e coraggio per rialzarsi e mettere all’angolo la Pro Vercelli.
Segnali importanti. Magari la svolta verso questo benedetto “salto di qualità”.
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