Gioco
Una gelata d’aprile ha stecchito la Viola, resta solo la Coppa
A Napoli arriva il bis della dura sconfitta con la Juventus L’allarme di Montella: «Attenzione, abbiamo perso l’anima»
NAPOLI. «Il ko con la Juve ci ha fatto male, penso che ancora non l’abbiamo assorbito. In questi giorni sto vedendo una squadra piatta e senza anima che non mi piace per nulla, bisogna reagire alla svelta perché abbiamo davanti parecchie partite importanti e non dobbiamo certo rischiare di finire male questa bella stagione».
Alla fine della brutta partita di Napoli, Montella lancia l’allarme, un allarme che pare del tutto giustificato: in pochi giorni la Fiorentina ha beccato due sonori 3-0 che hanno fatto sfumare nel modo peggiore due dei tre obbiettivi, la finale di Coppa Italia e il terzo posto in campionato. Adesso rimane solo l’Europa League, che non è certo un traguardo di poco conto, ma per andare avanti servirà la Fiorentina vista prima del rovescio patito al “Franchi” contro i bianconeri, altrimenti diventa duro perfino il quarto di finale contro la Dinamo Kiev che va in scena a partire da giovedì.
Ieri al San Paolo si è vista forse la più brutta Fiorentina dell’anno, più o meno come quella che aveva preso l’unica imbarcata del 2015 a Roma contro la Lazio. I viola hanno fatto beneficienza contro una squadra a sua volta in crisi, contestata, con l’allenatore sullo scalo e che non vinceva da più di un mese. In ritiro da giorni - e ci resterà, visto che ha portato bene - il Napoli contro questa Viola improvvisamente appassita ha colto una vittoria mai in discussione e che poteva addirittura essere più larga. Sul risultato pesa infatti un clamoroso errore dell'arbitro di porta Di Bello che da un metro non vede un gol segnato da Higuain nel primo tempo, con la palla che batte sulla traversa e supera nettamente sul rimbalzo la riga bianca. La “topica” è avvenuta sull’1-0, ma la Fiorentina non è riuscita ad approfittare nemmeno di questo, facendosi dominare in lungo e in largo dagli azzurri. Tutti insufficienti i giocatori toscani, con le eccezioni di Neto e di Borja Valero che ha predicato nel deserto.
Il Napoli è attento e ordinato e fin dall’inizio aspetta la Fiorentina a metà campo per colpirla in velocità; la squadra di Montella tiene palla ma non produce nulla, a Salah e Ilicic schierati come punte manca la profondità del campo e le loro giocate risultano sempre prevedibili. Sul fronte opposto è l’imprendibile Mertens a creare superiorità numerica per il Napoli nell'area viola, Richards non riesce a contenerlo e anche i raddoppi di Savic ottengono scarsi risultati. Proprio con un guizzo ed una precisa conclusione di Mertens il Napoli va in vantaggio a metà della prima frazione di gioco e già al 35' troverebbe il raddoppio con una splendida conclusione di Higuain dalla distanza, vanificata dall’incredibile errore dell’arbitro di porta, non corretto dal mal piazzato Damato.
Nella ripresa Montella sostituisce Ilicic con Gomez per dare un punto di riferimento offensivo, ma il risultato è pari a zero e anzi è il Napoli, soprattutto dopo l'ingresso in campo di Hamsik al posto di uno spento Gabbiadini, a presentarsi minaccioso davanti a Neto. Il raddoppio degli azzurri arriva proprio con lo slovacco che finalizza un perfetto lancio di Callejon, poi arriva anche il 3-0 del redivivo Callejon su assist di Insigne. Una festa imprevista per il Napoli, anche se non apre le bocche cucite e non interrompe il ritiro: ma ieri gli azzurri hanno passato il cerino ai viola.
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