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QUEL PASSO DEL GAMBERO DELL’ASCOLI

Davvero singolare la marcia del gambero dell’Ascoli, che fino a un paio di mesi fa sembrava in una botte di ferro, e che invece ha perso smalto, brillantezza, certezze. Impressionante, certo, la...

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Davvero singolare la marcia del gambero dell’Ascoli, che fino a un paio di mesi fa sembrava in una botte di ferro, e che invece ha perso smalto, brillantezza, certezze. Impressionante, certo, la marcia della capolista Teramo, che grazie alla vittoria sulla Lucchese porta a sette i punti di vantaggio sui marchigiani e a 24 i risultati utili consecutivi, ma fanno impressione anche le sei partite senza vittorie di chi, come l’Ascoli, ha organico tale da poter reggere benissimo un campionato così lungo. Sarebbe ingeneroso dire che i marchigiani hanno frenato dopo l’arrivo dei nuovi acquisti, ma di fatto è andata così: il cambio del modulo, e l’appannamento dei suoi uomini gol, hanno penalizzato la squadra di Petrone, mentre proprio dall’attacco sono arrivati le gioie maggiori di un Teramo assolutamente non imperforabile, ma straordinario dalla cintola in su. Siccome la pratica della promozione diretta sembra archiviata in anticipo (ma il Prato è capace di tutto, e potrebbe anche giocare un brutto scherzetto agli abruzzesi nel prossimo turno), le squadre ambiziose possono già iniziare ad ispirarsi al Teramo per la prossima annata: questo era il primo anno della Lega Pro unica, quindi a venti squadre; in un torneo così lungo ed equilibrato, l’insegnamento semplice ma sempre valido che arriva dalla capolista è che prima di tutto bisogna trovare gente che la butta dentro con grande continuità. Donnarumma e Lapadula hanno segnato tantissimo e, con una squadra buona ma non eccezionale a sostenerli, ecco che è arrivata l’impresa. Al Pisa, al tirar delle somme, a parte qualche periodo così così, è mancato essenzialmente un vero partner per Arma. Arrighini, forse penalizzato psicologicamente da un girone d’andata non esaltante ad Avellino, non è riuscito a dare quel quid di gol in più. Adesso, come spieghiamo anche a parte, dopo il pari nel recupero di Reggio, rimane la matematica a cui aggrapparsi per raggiungere il terzo posto. Ma fin da ora bisognerà valutare se Arma-Arrighini sono la coppia giusta per dare l’assalto alla B. In queste ultime quattro giornate comunque non mancheranno i motivi di interesse: la lotta playoff, certo (ma il Pisa deve battere la Spal) e soprattutto la lotta per evitare i playout. La Pistoiese ha fatto un bel passo avanti, e può ancora sfruttare un altro recupero con la diretta concorrente Santarcangelo. A ben vedere, anche la Carrarese, a 41, non è tranquilla: frenata dai troppi pareggi subiti in extremis, adesso ha il fiato un po’ corto. Dalla Carrarese in giù tutti cercheranno di evitare la lotteria degli spareggi retrocessione.

@massimobraglia2

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di Redazione web