Gioco
Livorno in crescita ma bisogna blindare la difesa
La media dei gol subiti è più alta adesso con la linea a tre Emerson: «A quattro abbiamo maggiori aiuti»
LIVORNO. Il rammarico e la voglia di guardare avanti. Cancellando quegli errori che stanno frenando la risalita amaranto.
Sabato alla Pro Vercelli mancava l’uomo simbolo, quel Marchi da solo aveva segnato quasi il 50% dei gol della squadra di Scazzola. Ed eroe del giorno è diventato tale Mattia Sprocati (autore di una doppietta) che ha approfittato di "tre errori madornali", come li ha definiti a caldo il presidente Spinelli.
Questione difesa. Al netto di alcune individualità che si stanno esprimendo su livelli inferiori al loro standard, è arrivato il momento di fare una riflessione approfondita su ciò che accade davanti a Mazzoni.
Nel girone d'andata sembrava che il padre di tutti i mali fosse il modulo. Ricordate? Quella difesa a quattro proprio non piaceva a nessuno e il “gauteriano” 4-3-3 nel suo complesso fu messo in croce. Sì perché qui - la storia insegna - i migliori risultati sono stati ottenuti con il 3-5-2 e, salvo una parentesi iniziale, anche nella stagione dell'ultima promozione in A con Nicola siamo andati avanti con i tre centrali in difesa. Esonerato Gautieri, l'avvento di Gelain fu salutato con soddisfazione anche per il ritorno all'antico modulo, la nostra copertina di Linus.
Le cifre. Talvolta, però, le convinzioni sono fatte per essere sconfessate dai fatti. Il calcio non è scienza esatta e figuriamoci se in una materia così scivolosa poteva valere il teorema livornese: si torna a tre e si blinda la difesa. Macché. Nelle 21 partite giocate a quattro il Livorno ha incassato 22 gol. Media: poco più di uno a partita. Nelle successive 14 (10 di Gelain e 4 di Panucci) ben 20 con una media di 1,42 che proiettata sulle 21 farebbero 30.
Il caso Vercelli. La statistica per la verità non è del tutto corretta perché i gol presi con la difesa a 3 sono 19. Il terzo di sabato infatti è arrivato con la squadra tornata di nuovo a 4 come ha confermato Jelenic e fine gara: «Panucci - ha detto lo sloveno - ha letto bene la partita, è passato al 4-3-3 e abbiamo smesso di soffire». È curioso appurare come la situazione sia migliorare una volta riposto lo schieramento con tre centrali.
La valutazione di Emerson. La situazione è kafkiana, ma bisogna uscirne perché il campionato non aspetta nessuno tanto meno chi soffre di amnesia nella propria metà campo. Intanto è più opportuno parlare di fase difensiva più che di singoli reparti e ogni partita presenta difficoltà peculiari a seconda delle caratteristiche degli avversari.
Emerson dà la sua chiave di lettura della giornataccia vissuta dalla retroguardia: «Abbiamo preso tre gol tutti uguali - commenta il Puma - perché loro giocavano larghi e favorivano gli inserimenti. Con la difesa a 4 invece avevamo più punti di riferimento e ci siamo trovati spesso in situazione di due contro uno con la possibilità di difendere in modo più efficace».
È pure vero che il ritmo forsennato imposto per un tempo dalla Pro per un tempo ha mandato fuori giri il metronomo Appelt Pires per cui lo schermo davanti alla difesa ha funzionato a sprazzi. Altra attenuante, la presenza di due esterni (Maicon e Jelenic) votati più all'attacco che alla difesa. Fatto è che si può e si deve fare meglio. Altrimenti il Livorno è destinato a rimanere un'opera incompiuta.
Nel giorno in cui ha ritrovato gol e pericolosità offensiva scopre le magagne in difesa. È come avere in casa il servito d'argento e la muffa nel bagno. Bisogna trovare una soluzione prima possibile.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
