Gioco
DINAMISMO E QUALITÀ: PIOLI INCANTA
Centrocampo dinamico, difesa alta, aggressività e qualità. Dietro allo straordinario momento della Lazio c'è la mano di un allenatore sapiente, che fa disputare alla sua squadra un calcio al contempo...
Centrocampo dinamico, difesa alta, aggressività e qualità. Dietro allo straordinario momento della Lazio c'è la mano di un allenatore sapiente, che fa disputare alla sua squadra un calcio al contempo bello e organizzato, sicuro e spettacolare. Con il suo sistema di gioco, Pioli riesce a valorizzare elementi di primissimo livello che in passato erano sottovalutati o andavano a singhiozzo, come la rivelazione Felipe Anderson. Il tecnico, arrivato tra lo scetticismo generale, ha trasformato la Lazio in un gioiello spettacolare e redditizio, salvando anche il presidente Lotito, mai amato dalla piazza e finito più volte nell'occhio del ciclone. La squadra biancoceleste interpreta le partite con grande personalità, basti pensare a come in Coppa Italia ha eliminato un Napoli che di solito non fallisce appuntamenti così importanti. La Lazio è una bella pagina di calcio: appassiona, diverte e si diverte. E il merito non può che andare a Pioli.
A Firenze ci si interroga invece sui perché delle due sonore sconfitte contro Juve e Napoli. Pur riconoscendo a Montella molti meriti, mi sento di muovergli un piccolo appunto: ultimamente sta abusando del turnover, cambiando sistematicamente 5-6 giocatori a partita. Una scelta che non capisco, perché ha pesanti ripercussioni negative sulla squadra in termini di agonismo, affiatamento, continuità di rendimento e condizione psicologica. Va bene la competizione, ma così Montella genera una situazione di eccessiva incertezza tra i suoi giocatori. Temo che il tecnico sia un po' in confusione: farebbe bene a capire che nel calcio bisogna scegliere 12-13 giocatori, specie nei momenti decisivi della stagione, e puntare su quelli, salvo infortuni o squalifiche.
Impossibile, infine, non sottolineare ancora le grandi doti umane e professionali di Donadoni: a Parma, in una situazione drammatica, ha avuto la forza di motivare i suoi fino al punto di cogliere la soddisfazione di battere la Juventus. Il tecnico si è dimostrato capace di sfruttare al massimo l'unico briciolo di stimolo ancora presente nel Parma: la necessità cioè dei giocatori di mettersi in luce per trovare una nuova sistemazione per l'anno prossimo.
(a cura di Giorgio Carlini)
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