Gioco
Cavallino rosso per la terza volta sul podio
Il team principal Arrivabene: «Sono contento soprattutto per Raikkonen»
Una Ferrari per la terza volta consecutiva sul podio, consacrata a seconda forza del mondiale dietro alle super Mercedes. È positivo il bilancio della scuderia di Maranello dopo il Gran premio di Cina che ha visto Sebastian Vettel chiudere al terzo posto davanti al compagno di scuderia Kimi Raikkonen autore di una ottima partenza che gli ha consentito di mettersi subito alle spalle le Williams.
«Oggi (ieri, ndr)- afferma il team principal del cavallino rampante, Maurizio Arrivabene - siamo finiti dove pensavamo e possiamo dire di aver raggiunto l'obiettivo. Non ho mai promesso miracoli a nessuno, la nostra strategia era finire il più vicino possibile alla Mercedes. Rispetto alle prove di venerdì è cambiata la temperatura e di conseguenza il comportamento delle gomme. Sono davvero molto contento per Kimi e soprattutto per il terzo podio di Seb».
Soddisfatto della sua gara Kimi Raikkonen: «Considerando il fatto che non partivo da una posizione ideale sullo schieramento, il quarto posto è un risultato positivo. La partenza è stata buona, sono scattato molto bene, così alla prima curva ho deciso di tenermi all'interno e sono riuscito ad attaccare le Williams in frenata e a sorpassarle. Avevamo un'ottima vettura: il primo set di pneumatici mi ha dato qualche noia, ma penso sia stato lo stesso per tutti, perché quelli successivi andavano bene. Verso la fine della gara stavo recuperando, sapevo di avere un buon ritmo e pensavo che le mie gomme fossero ancora in buone condizioni, ma poi è entrata in pista la safety car e sappiamo che in quel caso non si può cambiare niente»
Contento del suo terzo podio in tre gare Sebastian Vettel: «Tutto sommato possiamo davvero essere contenti. Siamo solo alla terza gara e i progressi fatti finora sono impressionanti. Aver conquistato il terzo e il quarto posto mi rende davvero felice per la squadra, anche se naturalmente mi sarebbe piaciuto mettere ancora più pressione alle Mercedes».
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