Gioco
Il grido di Panucci «Dovete mordere»
Il tecnico chiede continuità e avverte: «Decisivi i primi 15’»
LIVORNO. Si entra nel rush finale, «dove può succedere qualsiasi cosa fino al secondo posto». Si cerca continuità, «perché abbiamo le qualità per trovarla, anche se non sarà semplice». Si riparte da Vercelli, «un ambiente particolare».
Christian Panucci sottolinea i progressi amaranto e pensa alla Serie A diretta. Come il primo giorno, come a metà marzo. «Siamo a 6 punti dal Bologna e ci sono ancora 8 partite da giocare – spiega il tecnico – è vero che altre squadre sono più vicine rispetto a noi, ma è altrettanto vero che c’è tanto in ballo. Si può riaprire tutto. Resta comunque fondamentale pensare a una tappa per volta, senza guardare troppo la classifica e andando alla ricerca di un’identità. Io credo che, passati da questa trasferta e dalla prossima sfida interna con il Frosinone, avremo un’idea precisa di questo gruppo».
Che deve crescere dal punto di vista fisico.
«Guardate, ho rivisto la partita con il Lanciano e ho notato che abbiamo corso tanto, ma male. Non eravamo messi bene in campo, spesso non salivamo e gli attaccanti non davano una grossa mano in fase di non possesso. Eravamo lunghi e larghi».
Però è arrivata una vittoria importante dopo un momento difficile, dopo tre sconfitte di fila.
«Sì, una bella soddisfazione sia per me che per i ragazzi. C’è stato un passo avanti sia sotto l’aspetto fisico che mentale, ma confesso che abbiamo fatto troppa fatica e troppa confusione».
Come stai cercando di risolvere questi problemi?
«Dobbiamo essere più corti e più aggressivi, in modo tale da spendere meno energie, sviluppare meglio il gioco ed essere anche più pericolosi. Credo che sia fondamentale stringere le linee, rimanere compatti e avere coraggio. I miei uomini devono mordere le gambe e mangiare gli avversari».
Soprattutto a Vercelli, dove lo stadio sarà pieno e il clima rovente.
«Loro cercheranno punti per la salvezza, tutta la città si è mossa per questo match. Noi dovremo isolarci dal contesto e pensare solo a noi stessi per centrare un risultato positivo. No, non dovremo farci travolgere dal loro entusiasmo, che coinvolgerà gli spalti».
L’assenza di Marchi, capocannoniere del campionato con 17 reti insieme a Calaiò, è un vantaggio per il Livorno?
«Hanno perso un giocatore importante, sì, ma non mi fido comunque della Pro Vercelli. Questa è una partita fondamentale per il nostro cammino».
Il campo sintetico del Piola è invece un handicap?
«Lì, soprattutto nei primi 15 minuti, hanno sofferto tutti. Non a caso, la Pro Vercelli ha conquistato la maggior parte dei punti in casa (31 su 39, ndr), dove sfrutta proprio l'erba artificiale. Ci hanno proposto un allenamento su quel campo, ma se poi lo bagnano prima dell’inizio…».
Tra i convocati, dopo i problemi muscolari degli ultimi giorni, torna Bernardini: come sta?
«Meglio, anche se si è allenato soltanto oggi (ieri, ndr) con il resto del gruppo. Pensavo di dargli qualche giorno in più per recuperare, come già successo con Biagianti. E invece l’ho convocato perché anche Gonnelli ha un problema, ha preso una ginocchiata e ora ha un ematoma. Insomma, uno andrà in panchina e l’altro in tribuna: deciderò domani (oggi, ndr) in base alle loro condizioni».
Maicon sta crescendo…
«Ha un grande potenziale, che forse neanche lui conosce. Ha tutte le carte in regola per fare una carriera veramente importante, dipende tutto da lui e dalla sua voglia di migliorare. Ma qui nessuno ha il posto fisso».
Chi ci sarà al fianco di Siligardi? Galabinov, super con il Lanciano, o Vantaggiato, al rientro dalla squalifica?
«Davanti stanno tutti bene, vedremo. Ho ancora qualche dubbio da sciogliere, anche perché in questi giorni tutti hanno lavorato bene. E mi hanno messo in grande difficoltà».
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