Gioco
Attenzione al sintetico di Vercelli Su questi campi mai una gioia
LIVORNO. La palla corre veloce, il rimbalzo è diverso, il gioco diventa più fluido. Sono gli effetti dell’erba sintetica, che gli amaranto troveranno oggi allo stadio Silvio Piola di Vercelli. «Chi è...
LIVORNO. La palla corre veloce, il rimbalzo è diverso, il gioco diventa più fluido. Sono gli effetti dell’erba sintetica, che gli amaranto troveranno oggi allo stadio Silvio Piola di Vercelli. «Chi è abituato a giocarci – spiegano gli esperti – ha sicuramente un vantaggio». Tutto vero, ma c’è un dato sorprendente. Il bilancio del Livorno su questi campi, dal 2010 a oggi, è infatti positivo: quattro vittorie, tre pareggi e due sconfitte. Però, se prendiamo in considerazione solo quest’anno, i numeri cambiano e preoccupano: nessun successo, due pari e un brutto stop, al Picco di La Spezia, dove c'è un mix tra erba naturale e artificiale.
Che trend con Nicola. Il primo impatto del recente Livorno su un terreno sintetico risale al 25 settembre 2010, in un altro stadio intitolato a Piola, quello di Novara, ristrutturato dopo la promozione in Serie B di pochi mesi prima. Fu una disfatta: Dionisi illuse gli amaranto a fine primo tempo, ma nella ripresa gli azzurri ribaltarono tutto e dilagarono 4-1.
E proprio quel tipo di erba fu uno dei segreti della squadra di Tesser, che a fine campionato volò in A. Le maglie amaranto ritrovarono il sintetico nella stagione successiva, al Romeo Menti di Castellammare di Stabia, vincendo grazie alle reti di Paulinho e Dionisi (1-2). E l’anno dopo, con Davide Nicola in panchina, la corsa verso la Serie A partì proprio dalla casa della Juve Stabia (1-3 firmato da Salviato, Siligardi e Dionisi). E continuò senza nessun tipo di problema sul sintetico: 0-1 a Novara (gol di Paulinho nel recupero), 1-2 a La Spezia (doppietta di Belingheri) e 0-0 al Dino Manuzzi di Cesena.
Ma quest’anno… In questa stagione, invece, il Livorno non si è trovato a suo agio sull’erba artificiale: 1-1 al Comunale di Chiavari con l'Entella (rete di Galabinov), 0-0 al Provinciale di Trapani e pesante k.o. a La Spezia (3-0), l’ultima di Gelain sulla panchina amaranto.
Ma perché questa differenza rispetto a due anni fa? Quello era un altro contesto, certo. Contano gli episodi, certo. Momenti diversi, certo. Ma l’aspetto fisico – sì, torna sempre in mezzo – non può essere sottovalutato: la squadra di Nicola volava, questa no. Il sintetico richiede proprio intensità, brillantezza e reattività, caratteristiche che mancano al Livorno da tempo. E che oggi, a Vercelli, saranno indispensabili.(g.t.)
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