Gioco
Emerson e Mazzoni «Raggiunti 50 punti, ora viene il bello»
LIVORNO. La vittoria della svolta? Forse. La medicina giusta? Sicuramente. Il Livorno, dopo 3 k.o. di fila e 331 minuti senza gol, si è rialzato. Non un uragano amaranto, ma con il Lanciano c’è stata...
LIVORNO. La vittoria della svolta? Forse. La medicina giusta? Sicuramente. Il Livorno, dopo 3 k.o. di fila e 331 minuti senza gol, si è rialzato. Non un uragano amaranto, ma con il Lanciano c’è stata una reazione positiva. Resta però il distacco tra i tifosi e la squadra, che non è andata a festeggiare sotto la Nord dopo il triplice fischio. La curva, a fine partita, ha infatti cantato “Tirate fuori i c…, fuori i c…”, coro che aveva lanciato anche durante il match. «Da fuori non ci stanno dando una mano», ha detto Luca Mazzoni. «Dobbiamo sempre confrontarci con il pensiero dei tifosi – ha spiegato invece Emerson – loro non vogliono campioni, ma gente umile e disposta a sacrificarsi. E io lo sottolineo sempre in allenamento».
Il riscatto di Mazzoni. Il portiere amaranto, grazie a un paio di interventi decisivi su Thiam e Bacinovic nella ripresa, ha riscattato l’erroraccio di Bologna: «Non commento né le cose positive né gli errori». Ma... «Ma sono in questo ambiente da 15 anni e sento sempre gli stessi discorsi. Qualcuno ha fatto polemiche a sproposito dopo Bologna, ma non importa: io sono un professionista, lavoro in settimana per fare bene e ogni tanto capita di sbagliare. Però a Livorno siamo bravi a trovare il capro espiatorio».
E il campionato? « A La Spezia e a Frosinone parlano di campionato strepitoso, ma queste società non hanno speso meno di noi per fare la squadra… L’obiettivo? Entrare nei playoff nella migliore condizione fisica».
Emerson, cuore amaranto. «Un successo sofferto, ma i livornesi sono abituati così», è stato invece il messaggio di Emerson. «Ci abbiamo messo il cuore – ha aggiunto il difensore brasiliano – ci voleva una prestazione del genere dopo un periodo complicato. Abbiamo dato un segnale forte soprattutto a noi stessi, ma anche all’esterno, facendo capire che ci siamo. 50 punti? Il primo obiettivo, quello della salvezza, è stato raggiunto. Adesso pensiamo partita per partita, senza fare calcoli. A Vercelli sarà una battaglia».
Gianni Tacchi
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