Italia
Vettel stellare: è trionfo Ferrari
F1, Gp di Malesia, Sebastian batte le Mercedes di Hamilton e Rosberg, Raikkonen quarto
SEPANG. Dal sogno alla realtà. Sebastian Vettel riporta la Ferrari alla vittoria a quasi due anni dall'ultimo trionfo, nel Gp di Spagna del 12 maggio 2013 con Alonso. Il tedesco, che già fa sognare i cuori ferraristi per tutte le similitudini che lo legano al connazionale Michael Schumacher, compreso il salto sul podio per festeggiare la vittoria, azzecca la giusta strategia (quella delle due soste) e con una gara perfetta fa diventare più umane le Mercedes, costrette ad accontentarsi del podio con Lewis Hamilton sempre davanti al compagno Nico Rosberg. Da segnalare che adesso Vettel è secondo in classifica mondiale piloti, a soli 3 punti dal capolista Hamilton.
Grande corsa anche di Kimi Raikkonen che dopo aver fatto strame delle qualifiche, piantandosi dietro una Sauber nel momento topico e partendo così undicesimo con una macchina da prima fila, parte male, viene tamponato da un’altra Sauber che gli buca una gomma, ma riesce a rimontare dall'ultimo al quarto posto grazie anche alla safety-car entrata in pista all'inizio del Gp per l'incidente alla Sauber di Ericsson. Lo stesso che il sabato in qualifica aveva ostacolato il finlandese impedendogli l'accesso nella Top Ten della griglia.
E così nella sua seconda gara alla guida di una monoposto di Maranello, Vettel riesce a regalare un'alba tutta Rossa ai tanti ferraristi di domenica mattina alla tv nonostante l'ora legale. Un exploit degno del miglior Schumacher, che già fa sognare in chiave Mondiale, grazie ad una SF15-T che sul “circuito forno” di Sepang si è dimostrata più dolce delle Mercedes nel rapporto con le gomme e praticamente alla pari nel passo gara. Una vittoria maturata già nelle prime fasi della corsa quando il tedesco della Ferrari ha deciso di non copiare le Mercedes subito al pit-stop dopo l'ingresso della safety-car. Decisione che ha lanciato Vettel al comando con pista libera e con gomme medie a inanellare giri veloci su giri veloci. Le Frecce d'Argento sono rimaste spiazzate e non sono riuscite a recuperare il tempo perduto all'inizio dietro alle vetture che non avevano scelto di fermarsi. Il resto lo ha fatto Vettel non sbagliando niente con una guida pulita capace di accarezzare le gomme su un asfalto rovente come quello della Malesia, mantenendo in questi calori da forno una freddezza imcredibile durante la gara (ha fatto impressione la calma assoluta con cui chiedeva al suo ingegnere di macchina di assicurarsi che venissero esposte le bandiere blu ai doppiati mentre dietro Hamilton arrembava per cercare di raggiungerlo).
A completare la rinascita delle Ferrari la bella rimonta di Raikkonen che, dopo la ramanzina di sabato del team principal Arrivabene, è riuscito a ribaltare la situazione negativa i cui si era cacciato al via partendo dalla undicesima posizione. Senza fare più errori il finlandese è tornato l’“Ice Man” del 2007 rimontando fino al quarto posto e mettendosi dietro con facilità sia le Red Bull che le Williams. Da segnalare che, strategia a parte, le Ferrari hanno fatto dei gran sorpassi, su tutti, dimostrando che la Sf15 cammina per davvero.
Degli altri va detto che la Williams ha racimolato punti preziosi, con Bottas che ha fatto un paio di soprrassi all’esterno da urlo, tra cui quello al compagno di team, Massa, ma è uscita decisamente ridimensionata, che la Red Bull, dopo aver strillato come un’aquila per giorni, accusando la Renault e chiedendo più o meno di penalizzare la Mercedes, ha fatto una figura pessima, mai in gara per le posizioni che contano, doppiata e strabattuta anche dalla cuginetta Toro Rosso con la sua coppia di piloti baby. Il resto, poco o niente: Sauber da dimenticare, Force India da autoscontro, Lotus evanescente, e McLaren da incubo, con Alonso e Button ritirati. Bene la cenerentola Manor che ha portato sotto la bandiera scacchi l’unica vettura partita, quella di Mehri, anche se a tre giri dal vincitore.
Il tutto per una calda giornata da ricordare in Malesia nel segno della Ferrari, con Vettel al settimo cielo per il suo primo trionfo a Maranello e con la Mercedes finalmente battuta, ma che alla fine ha tutto da guadagnare ad aver ritrovato un avversario da battere in pista a vantaggio dello spettacolo della Formula 1.
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