Toscana
Primavera Lucchese Pistoiese, buio e gelo
I rossoneri espugnano il “Melani”, gli arancioni precipitano
PISTOIA. «Noi eravamo convinti di fare gol, loro lo speravano». E’ in questa frase di mister Galderisi che forse si può vedere la chiave di lettura di un derby che ha visto vincere la Lucchese per 2 a 0 ma che avrebbe potuto chiudersi in tutt’altro modo se la Pistoiese non avesse deciso di festeggiare la sagra dei gol mancati che ha avuto anche la ciliegina sulla torta con un calcio di rigore parato da Di Masi a Romeo quando il punteggio era ancora sullo 0-1.
E’ stata forse soprattutto una questione psicologica. La Pistoiese doveva assolutamente vincere per cercare di venir fuori da quel tunnel che la vedeva sconfitta da ormai tre turni, mentre i rossoneri sono scesi in campo con quella serenità che il presidente Andrea Bacci ha tenuto a sottolineare in sala stampa a fine partita. «Nel nostro spogliatoio si respira una buona dose di serenità e tranquillità. E questo anche grazie a Giovanni Galli - dice Bacci - Questo clima ci aiuta a lavorare bene e adesso non possiamo che pensare a finire nel migliore dei modi questa stagione». Una serenità che la Lucchese blinda al 33’ con la rete di Degeri bravo ad avventarsi su una palla vagante in area e ad approfittare del fatto che Ricci avesse una visuale fortemente limitata per la presenza di molti giocatori davanti a sè, per indirizzarla nell’angolo libero.
Un gol che mette a nudo i limiti degli arancioni che in precedenza avevano provato a scardinare la porta difesa da Di Masi per ben tre volte con Vassallo, Romeo e Di Bari ma mancando sempre d’un soffio il tap in. E l’apoteosi arriva al 36’ quando Nolè atterra un volitivo Celiento in area di rigore e l’arbitro, Livio Marinelli di Tivoli, indica senza esitazione il dischetto. Sembra il giusto premio per una Pistoiese che ce la sta mettendo davvero tutta per risollevare la testa. Ed invece Romeo si fa ipnotizzare da Di Masi che gli para il tiro.
L’arbitro sta per fischiare la fine dei due minuti di recupero del primo tempo quando Ferretti, in posizione defilata nell’area piccola recupera l’assist di Mingazzini servito da Forte e fa partire un diagonale al veleno che s’infila in mezzo alle gambe dell’incolpevole Ricci e serve il 2 a 0 che mette una seria ipoteca sulla vittoria finale. Nella ripresa infatti la Lucchese amministra la partita con quattro difensori in linea e Degeri a fare da perno. Mister Sottili ordina la carica agli arancioni che rispondono presente sul piano dell’impegno, ma la mira fa cilecca. «Se fosse stato un incontro di boxe, la Pistoiese non avrebbe sicurament eperso ai punti», ha commentato il presidente arancione Orazio Ferrari. E non c’è da dargli torto perché nella seconda metà della partita ci sono da menzionare una lunga serie di azioni da gol create e sistematicamente sprecate dalla formazione di casa. Come quella di Mungo che ruba palla su una ripartenza della Lucchese e si trova un’autostrada libera davanti fino al portiere Di Masi che prova a superare sbagliando però il pallonetto. Due minuti più tardi è Falzerano a calciare a lato pur avendo la porta libera. Ed è Di Masi a respingere in due occasioni le conclusioni di Romeo. «Se devo essere sincero la Pistoiese ha giocato la sua seconda miglior partita da quando ci sono io da allenatore, l’altra è stata quella a Pontedera, al mio arrivo», ha detto mister Sottili. Impegno ed occasioni da rete, non sono mancati. Quello che è mancato è il gol. «Abbiamo vissuto anche noi momenti difficili - ha provato ad usare toni consolatori Galderisi - il calcio è fatto così, basta non abbattersi e continuare a lavorare con serietà».
Un messaggio quasi superfluo. In casa arancione c’è piena coscienza che dopo questa sconfitta si sono aperte le porte dell’inferno: sono terzultimi in classifica e lo sanno benissimo. «Io non mollo e so per certo che nemmeno la squadra mollerà - dice il presidente Ferrari - Sono convinto che ci salveremo». Frasi che trovano la piena sintonia di mister Sottili: «Se non credessi in questa squadra e nella salvezza avrei già fatto festa e trovato di meglio da fare la domenica». Così come capitan Di Bari che ha sottolineato come sia comprensibile la delusione dei tifosi ma anche ingenerosa verso i giocatori. «Io ci metto la faccia e come uomo non ci sto a perdere, mai».
Sull’altro fronte si respira aria salubre. La chiusura del match serve anche a Pizza per mettersi in mostra: entrato da poco prova una conclusione dalla distanza costringendo Ricci alla parata in tuffo. Ed anche per lui ci sono le parole di elogio in casa Lucchese insieme ai vari Mingazzini, Degeri, Forte e Di Masi che hanno davvero saputo fare della concretezza l’arma vincente.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google