Toscana
«In campo con la paura addosso»
Signorelli: questa squadra ha un male oscuro, finiamo sempre per farci male da soli. Perché?
Altro che sole di primavera. Sul Livorno piovono chicchi di grandine che sembrano angurie. Il presidente Spinelli – che era sceso a Bologna con il cuore gonfio di speranza – al minuto 84 con il risultato ormai scolpito su pietra ha guadagnato l'uscita del Dall'Ara e poi ha staccato il telefono perché in certi casi il silenzio vale più di mille parole. Chi invece ha risposto al primo squillo è il direttore sportivo Elio Signorelli: «Questa squadra – ha dichiarato andando subito al nocciolo della questione – ha un male oscuro che per stessa definizione è indecifrabile. Per un'ora abbiamo controllato la partita senza soffrire. Sono convinto che sarebbe finita 0-0».
Autolesionisti. Signorelli ha ripercorso con la memoria l'azione del primo gol. “Abbiamo fatto tutto da soli. Eravamo in fase di possesso palla e l'abbiamo persa. Non solo: abbiamo commesso fallo e, non contenti, pasticciato su quel cross lento. Non esiste. E' normale che adesso siamo tutti arrabbiati perché abbiamo regalato la partita”. Analisi spietata. Il ds ha proseguito la sua disamina onesta: “Alle prime difficoltà ci sciogliamo. Ci afflosciamo. Non è possibile. Il guaio – ha argomentato – è che i pugni del ko ce li sferriamo da soli. Qui a Bologna lo abbiamo dimostrato. Questa squadra gioca con la paura addosso e questo è letale. Per certi versi mi sembra di rivedere il Livorno di tre anni fa dopo la morte di Morosini, ma all'epoca i ragazzi avevano tutte le giustificazioni possibili perché avevano vissuto sulla loro pelle una tragedia immane. Adesso faccio fatica a capire i motivi di questa preoccupazione”.
Il futuro. Nove giornate alla fine, gli amaranto pericolosamente risucchiati nell'anonimato. Signorelli non si è nascosto dietro a un dito: “Quello che sta succedendo ha dell'incredibile. Le ultime tre giornate hanno detto che ci sarà da soffrire fino al termine della stagione. Dobbiamo guardarci in faccia e cambiare la rotta. All'inizio del campionato non era scritto da nessuna parte che avremmo dovuto vincere il campionato, ma la piega che sta prendendo la stagione non mi piace anche perché abbiamo sempre lavorato in tranquillità”. Il riferimento è alla tifoseria: “Certo. La gente, anzi la città, ci è sempre stata vicina e non ci ha mai detto niente. Sono stati esemplari. Ecco perché il rammarico per questo segmento di campionato condotto male aumenta”. Fine delle trasmissioni. In tanti anni mai sentito Elio Signorelli così amareggiato. Il calendario non concede tregua. Giovedì il Livorno sarà di nuovo in campo. All'Ardenza arriva il Lanciano. E' l'occasione per interrompere la serie negativa e per iniziare a ritrovare la dignità smarrita nelle pieghe di un girone di ritorno non all'altezza del prestigio della maglia amaranto. Nove giornate alla fine. Cerchiamo di finire almeno in modo decoroso.
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