Il Tirreno

Livorno

A Pisa dopo la gogna scatta la fuga

A sinistra la contestazione dei tifosi del Pisa dopo il derby perso a Lucca
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A sinistra la contestazione dei tifosi del Pisa dopo il derby perso a Lucca

L’allenatore e anche qualche giocatore se ne vanno, società nel caos. Tira brutta aria pure a Livorno e Pistoia

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E alla fine arrivò il rito del processo sommario. A caldo, senza intermediari, con soltanto una rete a dividere i giudici (i tifosi) dai giudicati (i calciatori). Insomma, un rito direttissimo: se perdi, se giochi male, ti contesto subito e te le dico in faccia. C’era una volta il colloquio chiarificatore del martedì, adesso tutto va di fretta, anche il malcontento del pubblico pagante.

È toccato alla Roma, pochi giorni fa, dopo la dura sconfitta interna con la Fiorentina e l’eliminazione dall’Europa League, tutti sotto la curva ad ascoltare offese irripetibili. Ma sta accadendo anche in Toscana: è toccato al Livorno nella serataccia di La Spezia (sconfitta per 3-0), con il gruppo amaranto “convocato” sotto il settore dei tifosi e preso a male parole (contestazione evitata invece nel successivo ko con il Cittadella solo perché stavolta Luci e soci sono rientrati direttamente negli spogliatoi).

Il Pisa è stato processato e condannato senza appello dopo il ko di Lucca, il secondo dell’era Pillon. Durissima contestazione allo stadio Porta Elisa, il pullman atteso e circondato al ritorno a Pisa, si è parlato anche di un tentativo di aggressione. Una miscela esplosiva che ha prodotto le ovvie conseguenze: l’allenatore Bepi Pillon, che aveva sostituito Piero Braglia solo due settimane fa, si è dimesso dopo la decisione di uno o più giocatori (sicuramente l’ex Parma e Livorno, Morrone) di rescindere il contratto. Il presidente Battini dovrà ora decidere se affidare la squadra in pianta stabile a Christian Amoroso, attuale mister della Primavera, o richiamare Braglia.

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Situazione del tutto simile anche per la Pistoiese alla fine del derby malamente perso a Prato (arancioni in vantaggio nel primo tempo e poi rimontati dai lanieri di Esposito). Già a fine partita, fra i 70-80 presenti nel settore ospiti qualcuno ha chiesto spiegazioni ai giocatori in campo con Alessandro Romeo, Francesco Vassallo e Riccardo Martignago che si sono dimostrati disponibili al confronto. Una volta fatta la doccia e risaliti sul pullman, i giocatori sono arrivati nell’anti-stadio del “Melani” e ad attenderli c’erano una ventina di ragazzi della curva Nord che, non aderendo alla “tessera del tifoso”, si erano visti la partita dal proprio computer non partecipando alla trasferta di Prato. Nemmeno il tempo di far fermare il pullman ed i massimi rappresentanti del tifo hanno chiesto un confronto immediato con capitan Vito Di Bari, l’attaccante Alessandro Romeo e l’allenatore Stefano Sottili. Gli altri giocatori sono così rimasti sul pullman in attesa della fine della chiacchierata, che comunque si è svolta con toni civili. Alla squadra, secondo quanto emerso da questo confronto, viene rimproverato poco attaccamento alla maglia e soprattutto la mancanza di grinta. Una volta terminato il confronto, la delegazione di tifosi ha chiesto anche un incontro con i vertici societari, a partire dal direttore sportivo Nelso Ricci ed il presidente Orazio Ferrari. Alla fine, però, c’è chi aveva anche chiamato le forze dell’ordine nella paura, evidentemente, che potesse succedere qualcosa “sopra le righe” ma l’intervento è stato inutile visto che dopo circa 30 minuti il tutto era già terminato.

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di Redazione web