Gioco
La Signora regola anche l’ultimo conto
Con un gran gol di Tevez la Juve batte il Genoa e vendica l’unica sconfitta di campionato
TORINO. La Signora non dorme mai, e soprattutto non lascia conti in sospeso. Allegri alla vigilia aveva caldamente invitato la squadra a chiudere definitivamente la pratica-scudetto in due-tre partite e la Juventus esegue puntualmente: con un gol-gioiello di Tevez a metà primo tempo i bianconeri piegano un Genoa pugnace ma spuntato, così facendo si avvicinano alla matematica tricolore e già che ci sono vendicano pure l’unica macchia del loro campionato, la sconfitta rimediata nell’andata a Marassi a tempo scaduto.
Il tecnico livornese ha il centrocampo in emergenza (Pogba e Pirlo fuori, Marchisio convalescente) e torna al 3-5-2 contiano riproponendo Barzagli dietro e Llorente in coppia con Tevez, ma il prodotto non cambia granché: la Juve vince con merito e gioca un’altra partita attenta e gagliarda pur sprecando varie volte il gol del ko (il bomber argentino si fa anche parare da Lamanna un rigore, peraltro molto dubbio) e in tal modo consentendo ad un Genoa orgoglioso di rimanere in gara fino alla fine. E così anche in questa circostanza si confermano le tre doti fondamentali dei campioni d’Italia: alta concentrazione, solidità difensiva (nemmeno una parata di Buffon in 95’) e capacità di gestire il risultato dopo aver trovato il vantaggio con la giocata di uno dei campioni.
Come spesso accade, questo campione è Carlitos Tevez che dopo un inizio difficile per la Juve toglie le castagne dal fuoco con una prodezza al 25’: salta due difensori, entra in area e spara un missile sotto la traversa. L’ennesima prodezza del vero uomo-scudetto.
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