Gioco
Fatali alla Carrarese padrona del campo tre minuti di follia
Costa tre punti ai padroni di casa il calo di attenzione nel finale, quando il successo sembrava ormai acquisito
CARRARA. Tre minuti di ordinaria follia sono stati sufficienti a rovinare la festa che già si stava allestendo sulle gradinate dello stadio dei Marmi, baciate dal tiepido sole della prima domenica di primavera.
Neppure 180 secondi di stordimento generale, di “prendila tu che io non ci arrivo” hanno permesso (regalato) all’Aquila di raddrizzare il risultato e quindi tornare a casa con i tre punti in tasca.
Stavolta la Carrarese non recrimina per il “solito” punto concesso all’avversario di turno, nei minuti finali o di recupero della gara. In questa occasione la compagine gialloazzurra rimpiange il fatto di non aver chiuso la partita quando il risultato pendeva dalla sua parte. In tale circostanza il team di Remondina recita il mea culpa per aver lasciato vagare gli attaccanti abruzzesi, praticamente senza contrasto, dalla metà campo fino al limite d’area.
La fotografia della sconfitta che ha lasciato allibiti i numerosi sostenitori apuani è tutta qui: primo tempo iniziato male e poi rimesso sui binari; ripresa disputata con fasi di stanca e supponenza, fino all’uno-due che ha tramortito Merini & C. e poi frenato il loro pur generoso forcing.
Peccato davvero per una vittoria mancata che avrebbe portato lustro (e punti) a una classfica comunque dignitosa, anche se va detto che non sono questi gli avversari da cui attingere linfa per il prosieguo di un campionato ormai in dirittura d’arrivo.
Vale a dire che, nelle restanti sette partite, i punti per conquistare velocemente quota sicurezza devono essere cercati altrove, ad esempio domenica prosima a Piacenza e, successivamente, in casa con la Spal e il Prato. Senza contare quindi gli incontri un po’ proibitivi con Ascoli, Pisa, Reggiana e Pontedera.
La Carrarese ha 38 punti, quota ragguardevole, ma non lontanissima da quella paludosa dei playout e quindi, in virtù del recente doppio passo falso con Teramo e, appunto ieri con L’Aquila, ecco che nella manciata di gare ancora in calendario è d’obbligo fare attenzione.
Tornando al match con gli abruzzesi, da rilevare che la Carrarese ha giocato alla pari (redditizio il 4-4-2 adottato da Remondina), almeno fino ai dissennati e fatidici tre minuti, dal 79’ all’81’ che le sono costati carissimi.
La partita era iniziata non proprio bene, con L’Aquila subito pericolosa in almeno quattro occasioni, (inframmezzate al 4’ dal bel tiro alto di Belcastro), per poi indirizzarsi su un binario congeniale ai locali che, dopo le prove del solito Cellini (13’ e 14’), ha permesso di segnare il vantaggio (15’) con la bellissima semi girata in area di Merini.
Poi la doppia conclusione di Cellini al 18’ (respinta dal portiere ospite) e al 23’ (parata), ha fatto illudere che L’Aquila fosse ormai alle corde e quindi alla Carrarese sarebbe bastato amministrare il gioco.
Ci ha pensato poi Perna, centravanti di manovra degli abruzzesi, a far ricordare che di fronte ai gialloazzurri non c’era l’ultima della classe: al 31’ si è trovato in mezzo a una difesa un po’ imbambolata e, di testa, ha centrato la traversa.
Nuovo pericolo al 39’ con l’uscita a vuoto di Zanotti su incursione del solito Perna, poi rimediata da Massoni, trovatosi a fare da ultimo baluardo.
Neppure 30 secondi dopo, il tiro di Belcastro respinto dal portiere.
Nella ripresa, poco o nulla di rilevante, fino ai famosi tre minuti di leggerezza, non solo difensiva, col gol di Perna e del neo entrato Pozzebon.
Sia chiaro che L’Aquila non ha rubato il risultato, dato che le occasioni le ha avute. Di contro, la Carrarese è stata un po’ ingenua, anzi, meno feroce di altre volte.
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