Gioco
«Vergogna, tirate fuori gli attributi»
Un gruppo di tifosi aspetta la squadra, fischi e cori. «La pazienza è finita»
LIVORNO. Una contestazione civile. Prima in curva Nord, tra tanti cori e mille fischi, partiti verso la mezz’ora del secondo tempo. Poi a due minuti dal 90’, quando tantissimi tifosi amaranto hanno lasciato l’Armando Picchi urlando “C’avete rotto il c…” e mostrando così tutta la loro delusione per la prima sconfitta dell’era Panucci.
Infine all’esterno dell’Ardenza, anche se non c’è stato un vero e proprio faccia a faccia. Oltre 50 tifosi hanno comunque aspettato la squadra nel piazzale dello stadio, fischiando i giocatori all’uscita e continuando a cantare (“Vergognatevi”, “Andate a lavorare”…). «Questo gruppo non sputa il sangue per la maglia amaranto – hanno raccontato alcuni sostenitori a fine partita – e una cosa del genere, per noi, non è accettabile. Sì, abbiamo proprio perso la pazienza».
LA SOLIDARIETÀ DELLA NORD. In curva, durante il match, sono anche spuntati due striscioni di solidarietà. Uno per Nicola, un bambino di 6 anni della provincia di Bergamo, colpito da una grave malattia degenerativa: l’unica speranza, per lui come per tanti altri, è quella di ricorrere alle cellule staminali. “Sosteniamo il sentiero di Nicola”, hanno scritto gli ultrà amaranto. Il secondo striscione (“Non si può morire sul lavoro, riposa in pace Oscar”) è stato invece esposto per ricordare Oscar Priscillo, il marittimo filippino scomparso qualche giorno fa mentre stava lavorando in porto. Davanti alla curva anche un grosso striscione con su scritto “Ciao Marco” per un tifoso storico amaranto scomparso nelle ultime ore.
Gianni Tacchi
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