Gioco
LA RABBIA DEI TIFOSI VIENE DA LONTANO
I motivi delle intemperanze dei tifosi nerazzurri dopo Lucchese-Pisa
Le intemperanze del tifosi nerazzurri dopo Lucchese-Pisa, ovvero la pesante contestazione al rientro della squadra in città dopo le invettive al Porta Elisa, non sono il frutto estemporaneo dell’arrabbiatura per la sconfitta nel derby, ma il risultato della sommatoria di tutte le delusioni di questa stagione strana e per certi versi assurda.
Qui ovviamente non si tratta di giustificare quanto è avvenuto, o al contrario di ingigantirne la portata, ma solo di cercare di capire i perché di questo disamore in una piazza che vive moltissimo di calcio.
E ora? Ora bisognerà vedere se l’intenzione manifestata da alcuni giocatori sabato sera, ovvero rinunciare alle ultime mensilità per fare subito i bagagli, è stata solo il frutto dello spavento per la contestazione, e “passata la nottata” è rientrata, o se invece si tradurrà in una richiesta formale al club. Che dopo essersi svenato per mesi, ora non sta dicendo «ragazzi, ripensateci» ma è pronto a parlarne. Il rischio di un finale di stagione con la promozione in blocco di molti “Primavera” è reale.
A memoria d’uomo, non era finora mai capitato che si strombazzasse che la squadra era stata costruita per vincere senza troppe difficoltà. I nerazzurri sono partiti, quindi, preceduti da una grancassa che li ha resi francamente antipatici a tutti gli avversari, esponendoli quindi a ulteriori difficoltà in campo.
Ma soprattutto, come ha sottolineato il presidente del Grosseto (ed ex socio di maggioranza del Pisa stesso) Camilli, la squadra è stata costruita con molte figurine. Ovvero, con molti giocatori di talento e dal curriculum impressionante per questi palcoscenici, ma che poi non sono riusciti a tradurre nei fatti le loro capacità, come singoli e come squadra.
L’alibi dello choc per il mancato ripescaggio non regge: è successo in agosto ed oggi siamo a marzo. Equivoci tattici ce ne sono stati tanti sin dall’inizio, e la squadra non ha saputo supplire con uno spirito agonistico “da categoria”. Questo spirito è mancato sempre, soprattutto nei derby che hanno riservato pessime figure alla squadra e orribili giornate ai tifosi.
Nelle ultime giornate poi è precipitato il rendimento, proprio quando sembrava che la pochezza degli avversari più celebrati regalasse ai nerazzurri la chance di tornare in lotta per il vertice. E nella settimana finita ieri il patatrac: sagra degli errori con L’Aquila, una prestazione indecorosa a San Marino e infine una dolorosa sconfitta - sia pure senza troppo demeritare - a Lucca. La squadra si è scoperta priva di energie nervose, anche dopo il cambio di allenatore. Zero punti in tre partite, il terzo posto (ultimo utile per i playoff, perché le quarte degli altri due gironi sono troppo avanti) distante sei lunghezze, la sconfitta contro un avversario storico: una miscela esplosiva, che ha scatenato la rabbia dei tifosi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
