Gioco
«Ora va tirato fuori il fuoco dal gruppo»
Panucci entusiasta: «Livorno è la squadra che aspettavo»
LIVORNO. «Era la squadra che aspettavo. Sono molto contento. Ora dobbiamo tirare fuori il fuoco da questo gruppo». Stop. Ecco il primo telegramma di Christian Panucci scritto con inchiostro amaranto. In sottofondo c'è il rumore dell'auto. Per il neo allenatore del Livorno è un martedì da quasi mille chilometri. Il suo personale giro d'Italia è partito di buon'ora da Genova e si è concluso in tarda serata a Tirrenia dopo un blitz nella sua residenza romana. Il tempo di preparare la valigia e via verso questa nuova avventura, la prima da allenatore capo di una squadra italiana, con tanto entusiasmo dentro al cuore e la voglia matta di misurarsi con la realtà di Livorno che negli ultimi mesi ha sfiorato almeno in tre occasioni.
Finalmente sposi. Il corteggiamento del Livorno a Christian Panucci, infatti è stato lungo e non privo di colpi di scena. I primi contatti tra Spinelli e il suo ex giocatore risalgono addirittura all'estate scorsa. Eliminato al primo turno dal mondiale che lo aveva visto nel ruolo di vice commissario tecnico di Fabio Capello nella Russia, ci fu un approccio con i dirigenti amaranto che poi virarono su Gautieri. Ci fu un ritorno di fiamma anche a settembre dopo la sconfitta di Bari, ma di nuovo non se ne fece di nulla. Infine a cavallo di Capodanno sembrava che il suo arrivo al posto del Gaucho (esonerato dopo la sconfitta interna con il Pescara) fosse cosa fatta. E invece di nuovo, Panucci il fiore d'amaranto lo annusò soltanto perché in extremis fu promosso Gelain.
Ieri la sterzata decisiva, proprio quando nessuno se lo aspettava anche perché Spinelli dopo il flop di Spezia aveva comunque accordato fiducia al tecnico veneto.
Chi è Christian. Quarantadue anni da compiere tra meno di un mese, Panucci è stato uno dei difensori più forti degli ultimi vent'anni. Per lui parla il curriculum visto che ha indossato le maglie più prestigiose d'Europa: dopo aver mosso i primi passi nel Genoa di Spinelli ha militato nel Real Madrid (primo calciatore italiano a giocare con le 'merengues'), Inter, Chelsea, Monaco, Roma prima di chiudere al Parma nel 2010. In bacheca ha messo due Champions League, due scudetti italiani e uno spagnolo più due Coppa Italia, quattro SuperCoppa italiane, una spagnola ed una europea. Nel 1998 ha vinto la Coppa Intercontinentale con il Real Madrid.
In Nazionale conta 57 presenze e 4 gol di cui uno segnato a 35 anni agli europei del 2008 grazie al quale è diventato il goleador azzurro più anziano della storia.
Un palmares così, tra gli ex allenatori amaranto poteva vantarlo – alloro in più o in meno – Roberto Donadoni.
Dirigente e allenatore. Appese le scarpe al chiodo nel 2010, Panucci si è concesso la ribalta televisiva con la partecipazione alla trasmissione 'Ballando con le stelle' prima di tornare nel mondo del calcio. Nel 2012 per un breve periodo è stato responsabile dell'area tecnica del Palermo dove però “rompe” con Zamparini.
Nel luglio dello stesso anno entra a far parte dello staff della Russia insieme a Capello, incarico lasciato quattro mesi fa. Nel frattempo è stato opinionista di Sky e adesso di Fox Sports. Solo per questo c'è da scommettere che per lui si muoverà un bel circo mediatico. A noi però interessano i risultati.
Facciamo due conti: Panucci è al debutto in B ed è nato nel 1973. L'ultimo allenatore amaranto esordiente tra i cadetti e nato in quello stesso anno è stato Davide Nicola. Che sia di buon auspicio.
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