Il Tirreno

Livorno

Un tavolo di vinciperdi Livorno in crisi ma resta ancora lì

di Alessandro Bernini
Un tavolo di vinciperdi Livorno in crisi ma resta ancora lì

Campionato assurdo, nessuna delle prime sei ha vinto Adesso Gelain deve dare una svolta, anche lui rischia

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Quante volte ce lo ripeteremo ancora? Quante volte ci piangeremo addosso perché non essere lassù in un campionato modesto come questo è quasi un delitto?

E purtroppo il tempo non cancella le ferite, anzi, le rende ancora più profonde visto che il Livorno non riesce a guarire. I numeri dicono che abbiamo vinto sola una delle ultime cinque partite, conquistando 4 punti su 15 disponibili. Con un ruolino del genere, la cosa migliore che ti può capitare è sprofondare. Invece no, invece siamo ancora lì, a 5 punti dal secondo posto, a 2 punti dal terzo.

Sembra quasi illogico parlare di secondo posto dopo il crollo di Spezia, eppure mollare adesso sarebbe il vero, grande errore. La squadra ha dei limiti, questo è evidente, forse limiti di personalità piuttosto che tecnici, ma non è che l’erba del vicino sia molto più alta.

Guardate i risultati di questo weekend. In attesa del posticipo di stasera Vicenza-Catania, spicca il fatto che nessuna delle prime 6 in classifica ha vinto. Un punticino l’hanno preso Bologna e Frosinone che però giocavano in casa. Mal comune mezzo gaudio, verrebbe da dire. Tenendo però un occhio ben aperto anche alle nostre spalle, perché lo Spezia e il Pescara stanno venendo su, Lanciano e Perugia hanno messo nel mirino i playoff, e un pensierino ce lo sta facendo anche il Bari.

Bene, detto questo, adesso bisogna trovare una strada alternativa per uscire da questo tunnel che porta verso il niente. E tutte e tre le componenti ci devono mettere del loro. 1) Gelain: perché questa storia degli esperimenti continua a lasciarci perplessi, e si è ripetuta anche a Spezia con una maglia da titolare a Strasser che non giocava da un anno. 2) La squadra: perché non esiste prendere tre gol in un quarto d’ora, quello è un problema di testa e non di modulo. 3) La società: perché adesso bisogna mettersi seduti al tavolo, magari con i 3-4 giocatori più rappresentativi e parlarsi chiaro, cercando di capire cosa non va.

Aldo Spinelli ha confermato Ezio Gelain ma è chiaro che la partita contro il Cittadella diventa un nuovo esame. Inevitabile, e questo lo sa anche l’ex tecnico della Primavera. Si parla di un Panucci in attesa di una telefonata e di un Gautieri che potrebbe tornare con “l’obbligo” di schierare il Livorno con la difesa a tre, mentre sono arrivate solo smentite sul nome di Atzori. Per ora comunque Spinelli è convinto che Gelain sia la soluzione migliore.

Dietro l’angolo c’è ora la partita contro il Cittadella, squadra che a noi storicamente è sempre stata un po’ indigesta. Anzi, qualcosa in più di “un po’”. C’è attesa per la ripresa degli allenamenti oggi pomeriggio, perché le condizioni di Appelt Pires e Biagianti possono cambiare la prospettiva con cui andare ad affrontare la sfida di sabato.

L’altro dubbio riguarda Emerson che a Spezia si è trovato un tacchetto infilato nel polpaccio. E a Spezia proprio la sua uscita dal campo è coincisa con l’inizio del naufragio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web