Gioco
La Cfg Livorno torna a sorridere
Oleggio si arrende al Don Bosco che veniva da 5 ko consecutivi. Riaperta la corsa playoff
Sotto gli occhi di coach Alessandro Ramagli, fresco vincitore della Coppa Italia di A2 al timone della Tezenis Verona, e di Giorgio Artioli (nel parterre munito di stampelle), la Cfg Livorno spezza l’incantesimo e dopo 5 stop consecutivi ritrova il sorriso passeggiando sulla Mamy Oleggio (77-52). Match mai in discussione al Pala Macchia, livornesi sempre al comando e subito dentro la partita per mezzo di una transizione eseguita al bacio da Gigena; Lucarelli firma il 4-0, ma in un amen Oleggio ribalta l’inerzia complice una tripla di Negri (4-5). Il match scorre via a sprazzi e in sostanziale equilibrio, almeno fino alle due triple di Mario Gigena che in uscita dai blocchi scrivono il 15-7 Cfg costringendo la panchina piemonese a spendere il primo timeout. Dalla lunetta l’ex Bernardi fallisce due liberi di capitale importanza e al primo mini intervallo il vantaggio livornesi è di sette lunghezze (17-10). Identico l’approccio nella seconda frazione e Livorno che tocca addirittura il +11 con 7 in fila di Jacopo Lucarelli (“ventello” al 40’); dall’altra parte Negri e bomber Ferrari non la mandano a dire, ma lo sguardo dei ragazzi di Quilici sembra proprio quello dei giorni migliori. Ancora massimo vantaggio sulla tripla di Liberati (31-19) e il replay di Venucci suggella un contropiede da manuale (36-20). Al festival delle belle giocate s’iscrive anche Persico (7 consecutivi e 43-20) e battaglia che all’intervallo lungo pende – in maniera netta – dalla parte della Cfg Livorno. Nella ripresa è gara e chi realizza di più dell’arco, un gioco senza dubbio più congeniale all’improvvisazione di Oleggio (break di 3-8); Venucci tampona l’emorragia, mentre Lucarelli è in serata di grazia e riporta i suoi a distanza di sicurezza. Da questo momento in poi nessun altro scossone, salvo un triplo cambio disposto da Quilici a inizio quarto periodo (dentro Venucci, Gigena e Persico) per spezzare definitivamente le velleità di Oleggio.
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