Gioco
IN 15 AL VIA: LA CORSA RAREFATTA
Sarebbe facile aprire il commento alla prima gara del campionato di Formula 1 parlando della resurrezione Ferrari. Ma se è giusto rendere omaggio a quella che è senza dubbio una vera e propria...
Sarebbe facile aprire il commento alla prima gara del campionato di Formula 1 parlando della resurrezione Ferrari. Ma se è giusto rendere omaggio a quella che è senza dubbio una vera e propria rinascita, figlia di una monoposto che quest’anno è guidabile anche da chi non si chiama Fernando, e dal fatto che a Maranello ci si è ricordati di saper fare i motori, come dimostra la parallela rinascita Sauber, forse è il caso di puntare l’attenzione su un altro fatto, quello che potremmo chiamare il Gp rarefatto.
Infatti se a molti in Italia (tra cui anche chi scrive) ha fatto un gran piacere vedere un rigenerato Vettel festeggiare sul podio, per di più parlante italiano, e ci siamo rammaricati della sfiga nera che bombardato Raikkonen, non va dimenticato che ieri sono arrivate alla fine solo 11 auto e, soprattutto, ne sono partite solo 15. Escludendo la schiena malconcia di Bottas costretto al forfait dai medici, (a proposito, ieri giornata no per i finlandesi), infatti il colpo d’occhio dello schieramento al via era abbastanza miserino, e, nonostante l’impegno dei piloti che sulle curve sconnesse dell’Albert Park hanno messo in mostra bei sorpassi e fasi battagliate, la F1 è uno spettacolo che esige molto di più.
Sicuramente quello che è successo in Australia è figlio dei problemi legati all’esordio stagionale, ma è un campanello d’allarme: correre nel Circus sta diventando fin troppo difficile, e non pensando alle cenerentole come la Manor, che non è riuscita nemmeno a fare un giro, ma al fatto che colossi come la Renault e la Honda siano in difficoltà con i loro motori, o meglio power unit. Quindi, se non si corre ai ripari, un giorno neanche una Ferrari tornata al vertice potrebbe salvare questo baraccone. (r.c.)
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