Il Tirreno

Livorno

C’è un’altra maglia azzurra per Valdifiori

Il regista dell’Empoli conteso fra Milan e Napoli, ma intanto va in Nazionale: è il vice Pirlo ideale

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EMPOLI. Chi trova un regista trova un tesoro, perché nel calcio italiano questa classica e indispensabile figura tattica e di leader è diventata più rara di uno stadio pieno o di una giornata senza anticipi e posticipi.

L’Empoli il regista ce l’ha, si chiama Mirko Valdifiori e senza voler togliere nulla ad un collettivo perfetto è proprio lui, insieme al mister Maurizio Sarri, il grande protagonista della stagione forse più bella degli azzurri in serie A. Ce l’ha e se lo vorrebbe tenere, ma sarà difficile, perché Valdifiori è già virtualmente al centro del mercato, corteggiato da diverse grandi squadre (che il regista non ce l’hanno e ne soffrono da anni) a cominciare dal Milan e dal Napoli. I rossoneri si sono già fatti sentire e nell’imminente incontro - avverrà fra oggi e domani - in programma fra Corsi e Galliani faranno la mossa esplicita: su Valdifiori e forse anche su Sarri, già che ci sono, visto che proprio il tecnico dell’Empoli è attualmente uno dei maggiori papabili per la successione ad Inzaghi. Il Napoli sa di non essere in pole-position ma potrebbe compensare con un’offerta economica rilevante, e infatti si parla di 6-7 milioni già ventilati da De Laurentiis.

Nelle more di un’asta che si annuncia già stellare (e probabilmente irrinunciabile per il patron toscano), il 29enne metronomo dell’Empoli è comunque destinato ad indossare a breve una maglia azzurra. Che però non sarà né la sua abituale né quella del Napoli, bensì quella della Nazionale. Valdifiori sarà infatti una delle grandi novità delle convocazioni del ct Antonio Conte, che domenica prossima annuncerà i convocati per le partite dell’Italia contro la Bulgaria e l’Inghilterra. Fra i convocati ci saranno anche Pirlo e Verratti, ma Mirko non sembra affatto destinato a fare la comparsa, per Conte è proprio lui il playmaker futuribile, quello che più di Verratti e di Marchisio ha il passo e la testa giusta per dettare i tempi alla squadra e per sfornare un lancio smarcante di trenta metri che lo rende un erede plausibile di Pirlo. Una stagione fantastica, e il bello probabilmente deve ancora arrivare.

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di Redazione web