Gioco
Sotto accusa la preparazione atletica
Il lavoro estivo al livello del mare non ha reso. Squadra stanca e sfiduciata
LIVORNO. Fino alle nove e mezzo di venerdì sera era latente. Ora, dopo le tre randellate spezzine, la crisi è manifesta. Che piaccia o no, purtroppo non è sbagliato parlare di involuzione. Un concetto spietato, ma che purtroppo è opportuno applicare a questo Livorno dall'amaranto sbiadito capace di rianimare i bisognosi (Crotone, Trapani) e di ingigantire i pregi di una squadra come lo Spezia che da centrocampo in su è molto attrezzata, ma la cui fase difensiva è quantomeno rivedibile. Analisi e nuovo obiettivo. Il secondo tempo del 'Picco' è stato disarmante, imbarazzante. Ad essere sinceri non c'è molto da eccepire sul piano dell'impegno. Questo gruppo gioca insieme da anni. Conosce il valore della maglia e cerca di onorarla sempre. Il guaio è che quei limiti, oggi sono molto vicini a un rendimento inaccettabile, insufficiente anche per un campionato mediocre come questo. Lo Spezia correva, mentre gli amaranto camminavano e non per mancanza di volontà. La squadra sembra sulle gambe e qualcuno ha pure chiamato in causa la preparazione estiva svolta al livello del mare e non in altura. Quanto a personalità, nel primo tempo il Livorno ha svolto il compitino senza acuti. Poco per pensare di salvare la pelle in casa di gente che vive tutto l'anno in funzione della doppia sfida con noi. E poi, proprio a giudicare la difesa dello Spezia, anziché attenderli, forse c'era da aggredirli. Ma, per l'appunto, forse gli amaranto in questa fase del campionato hanno la spia della riserva accesa. Non proprio una grande notizia in vista del rush finale da affrontare nella consapevolezza che il secondo posto è pressoché andato e forse è meglio guardarsi alle spalle per evitare di finire nella terra di nessuno.
Attenuanti ed errori. Difficile provare una difesa d'ufficio anche perché Gelain -confermato da Spinelli - avrebbe potuto gestire in modo diverso le assenze contemporanee di Biagianti e Appelt Pires. L'idea Strasser è naufragata dopo centoventi secondi quanto De Las Cuevas lo ha sverniciato in progressione. E sfortuna ha voluto che proprio un pasticciaccio dell'ex milanista abbia innescato la miccia spezzina. In mezzo forse sarebbe servito un uomo di lotta e di corsa come Jelenic.
La notte di La Spezia è stata frustrante con i padroni di casa che ad ogni avanzata facevano paura e i nostri mai pericolosi al netto del talento cristallino di Siligardi e Vantaggiato, la cui cifra tecnica non merita di essere mortificata come l'altra sera. A questo quadro desolante si è aggiunto pure l'infortunio in corsa di Emerson come se non ce ne fosse stato abbastanza per soffrire. Il Puma ha lamentato un brutto colpo al tallone e c'è il rischio concreto di dover fare a meno di lui per qualche partita.
A testa alta. Ora però c'è una sola strada da percorrere: quella del riscatto. Valutati gli errori, preso atto della situazione preoccupante c'è solo da mettere la testa sul manubrio e pedalare per tornare a far punti. Il gruppo lo sa e ieri ha già ricominciato ad allenarsi con rinnovata voglia di lottare. Un raggio di sole nel grigiore.
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